La draga ferma al palo Soncini: consegna bluff
Il mezzo consegnato al Consorzio della Sacca bloccato dalla burocrazia Il consigliere: mi sono mosso in Provincia, soluzione in due settimane
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GORO. A fine agosto una draga aveva aperto una breccia nel muro di sabbia che separava la Sacca di Goro dal mare. Con il taglio dello scanno si era scampato a uno dei pericoli più temuti dai pescatori, dagli allevatori di vongole e da tutta la comunità locale che basa gran parte della propria economia sulla Sacca, ovvero la moria dei molluschi per mancanza di ossigeno. Alcune settimane dopo, con tanto di consegna ufficiale al porto di Goro, la Provincia consegnò al Cosago (Consorzio Sacca di Goro) una draga per i lavori di manutenzione ordinaria come, per esempio, la pulizia dei fondali e anche per una serie di canali che si sarebbero dovuti scavare all’interno della Sacca, in maniera da favorire il movimento delle acque. Da allora però la draga è rimasta ferma.
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Niente e nessuno in questi mesi si è mosso e così, il consigliere provinciale, nonché ex candidato sindaco del Comune di Goro, Gino Soncini, sollecitato dai pescatori in merito all’inutilizzo della draga, ha chiesto spiegazioni sia al presidente del consorzio sia al sindaco Diego Viviani. «Ho chiesto informazioni alla Provincia perché - spiega Soncini - ormai era parecchio tempo che tutto taceva e, ho scoperto, che in realtà il passaggio concreto di proprietà non è ancora avvenuto. La cerimonia con le autorità sì, ma l’atto pratico quello ancora no. Mi hanno comunque assicurato che entro fine mese, nello specifico tra il 24 e il 25 marzo, verrà emesso il verbale di consegna». Soncini, che oltre ai suoi dubbi si fa portavoce anche di quelli di altri concittadini, si chiede se i lavori della draga partiranno in tempi utili per contrastare i classici problemi contro i quali quasi ogni estate i pescatori devono lottare.
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«L’inverno è passato, le mareggiate ormai sono un ricordo e con l’affacciarsi della primavera sarebbe il caso di cominciare a riaprire lo scanno e fare ciò che si era programmato. Sarebbe un peccato - prosegue il consigliere - far passare ancora altro tempo e il rischio è reale anche perché una volta che la Provincia avrà consegnato la draga a Cosago, il consorzio dovrà preoccuparsi di incaricare una ditta che la manovri. Non possono farlo i pescatori, ci vuole personale specializzato e quindi quando si comincerà? Mi auguro - conclude - che davvero il passaggio avvenga entro fine mese così da poter procedere come da programma».
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