Mancano gli infermieri Stop al servizio all’ospedale
Cento, chiusura provvisoria del punto d’osservazione al pronto soccorso. La Fp Cgil protesta: croniche carenze di personale, si danneggiano i cittadini
CENTO. Mancano gli infermieri, così chiude provvisoriamente il Pronto soccorso dell’ospedale di Cento il punto di osservazione temporanea, attivato da pochi mesi. Lo evidenzia, con grande preoccupazione, la Funzione Pubblica Cgil dopo che ieri ha appreso dalla direzione della sospensione temporanea del servizio al Pronto soccorso del Santissima Annunziata «perché mancano gli infermieri necessari, questo potrebbe comportare un allungamento dei tempi di attesa degli utenti del Pronto Soccorso, tornando così indietro rispetto al miglioramento apportato al servizio». Una comunicazione che arriva proprio mentre l’Asl ha individuato con la selezione per titoli e colloquio, il nuovo direttore del distretto Ovest: sarà Nicoletta Natalini, che subentra a Felice Maran.
Tutto questo mentre la preoccupazione per la Fp Cgil riguarda «il mantenimento dei servizi degli ospedali e dei servizi territoriali dell'Azienda Usl a causa della cronica carenza di tutto il personale».
Da mesi, sottolinea la Fp Cgil, «chiediamo una rivalutazione degli organici, mancano costantemente infermieri, operatori socio sanitari e medici sull'area dell'emergenza e nei reparti di medicina e chirurgia degli ospedali di Cento e Lagosanto. I laboratori analisi hanno un numero di tecnici di laboratorio sempre al limite, basta un'assenza improvvisa per mettere a rischio il servizio. I dipartimenti territoriali, in particolare quello psichiatrico, da mesi in carenza di personale». Con il sindacato che richiama l’Asl ad attuare in tempi stretti Il recente accordo sulle assunzioni, ricordando che «si tratta della stabilizzazione dei cessati dell'anno 2016 per cui è necessario mettersi ad un tavolo per verificare gli effettivi fabbisogni e per rivedere l'organizzazione dei piani di lavoro dei reparti in merito alle modifiche dei turni di lavoro per il rispetto della normativa. Il Dlgs 161/2014, ha fatto emergere ancora di più la sofferenza cronica presente nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali».
La Fp-Cgil rivela di essere contattata ogni giorno da lavoratrici e dai lavoratori «che lamentano difficoltà nel garantire un'adeguata assistenza con sempre meno operatori, che cerca no di fare il loro lavoro nel miglior modo possibile e hanno sempre dato la loro disponibilità nel tamponare le situazioni di emergenza, ma che ormai sono diventate il quotidiano». Puntando il dito anche sulla formazione, visto che «i professionisti non riescono più a frequentare i corsi perché non c'è personale che li possa sostituire», la Fp Cgil stigmatizza come a oggi non le sia stato presentato «il piano organizzativo per far fronte al periodo estivo, né per l'Asl né per l'Azienda Ospedaliero-Universitaria: con il perso nale presente si farà molta fatica a garantire le ferie estive e mantenere tutti i servizi, non vorremmo trovarci di fronte ad una gestione in emergenza per tre mesi».
Da qui la richiesta di una pianificazione «strutturata per far fronte in maniera adeguata ad un periodo problematico, a conoscenza di tutti e che non può essere gestito come fosse un emergenza. Non si può più aspettare, gli operatori hanno diritto di lavorare in condizioni di sicurezza ed i cittadini hanno diritto alla tutela della propria salute». Auspicando che «la direzione prenda celermente gli adeguati provvedimenti e valuti attentamente la situazione di tutto il personale e non assuma la decisione di fa r fronte alle emergenze, divenute una costante, con personale interinale o con la chiusura di ulteriori servizi» la Fp Cgil ritiene che il motore della garanzia alla salute di tutti i cittadini sia da ricondursi ad un fattore determinante: lavoratrici e lavoratori».
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