La Nuova Ferrara

Ferrara

«Meno tasse e burocrazia» 

Il parere di 6 imprenditori dell’artigianato: più sostegno alle aziende 

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Sei imprenditori legati all’artigianato intervengo sul dibattito attorno a politica e imprese.
Roberto Bonora (ad Modelleria Meccanica Bonora). Negli ultimi tempi la politica si è staccata in modo profondo e netto dalla realtà che vivono ogni giorno le imprese artigiane, alle quali manca quel supporto di politiche, di interventi e finanziamenti indispensabili per accedere a nuovi mercati. Senza parlare della esorbitante tassazione che pesa su di loro come un macigno. Per far crescere la propria attività, la piccola e media impresa ha bisogno di investire, di innovarsi e progettare il proprio futuro. E lo fa ogni giorno con le sue capacità e risorse. Ma avrebbe bisogno di sentire lo Stato e le istituzioni locali al proprio fianco, di poter contare su un ambiente del quale avere fiducia, disponibile a supportare le idee e lo sforzo delle imprese. Così non è, purtroppo. Tra gli imprenditori c’è oggi tanta amarezza e un forte senso di solitudine, di fronte al muro di gomma di una politica che ci rimanda costantemente indietro i nostri quesiti, senza darci alcuna risposta.
Riccardo Roccati (presidente di Cna Costruzioni). La politica deve essere più attenta ai progetti e alle iniziative che le piccole e medie imprese stanno promuovendo, anche attraverso le proprie Associazioni, per la crescita del territorio. Di idee e proposte alle istituzioni locali ne abbiamo avanzate tante, in questi mesi. Sempre ci sentiamo rispondere: vedremo, ci penseremo. Si prende tempo, ma a noi servono delle risposte. Anche perché le piccole e medie imprese della nostra provincia possiedono strumenti, tecnologie e know – how idonei a dare risposte importanti a temi strategici della vita delle nostre comunità locali.
Elena Malanchini (titolare Centro estetico). Credo non si stia facendo molto a livello politico per le piccole e medie imprese del territorio. Sembra che ci complichino sempre più la vita, anziché semplificarla, soprattutto se parliamo a livello di tasse e burocrazia. Anche per quanto riguarda il costo del lavoro, gli oneri sono troppo elevati impedendo a tante imprese di assumere personale e offrire nuovi posti di lavoro. Adesso si ricomincia a riparlarne, vedremo… Anche a livello locale si potrebbero alleggerire le imprese almeno di una parte delle tasse assurde che sono costrette a pagare, togliendone magari qualcuna, come quella sulle vetrine.
Valeria Balboni (Vetreria Box Docce S. Agostino). Il peso fiscale che grava sulle piccole imprese è davvero sproporzionato rispetto a quello che esse oggi possono sopportare, per non parlare della burocrazia. Negli ultimi anni non abbiamo notato differenze tali da poter incoraggiare investimenti, nuove assunzioni. Anche nel nostro territorio, non si è fatto nulla per alleggerire questo peso, soprattutto se pensiamo che, nella mia zona, oltre ad affrontare la crisi, le imprese hanno dovuto fare i conti con tutti i problemi legati al sisma. Diversi imprenditori delle nostre parti sono ancora alle prese con i problemi della ricostruzione, con i troppi ritardi e le complicazioni legati alle procedure dei rimborsi, Ciò nonostante, tanti di noi hanno realizzato investimenti importanti per ricostruire e innovare la propria azienda, e.
Riccardo Cavicchi (direttore Delphi International). Come imprenditori mi pare sia incontestabile che, non solo abbiamo fatto e facciamo ampiamente la nostra parte, con considerevoli investimenti che ciascuno, in questi mesi, ha potuto toccare con mano. Ma l’abbiamo fatta anche come collettori di altri investimenti privati. Positivo, certo, che il pubblico promuova investimenti nell’interesse della collettività. Investimenti, ricordiamo, resi possibili anche grazie alle ingenti risorse derivanti dal prelievo fiscale cui sono soggette le imprese, le quali vorrebbero che, almeno una parte del proprio contributo ritornasse loro in termini di politiche e interventi più favorevoli alla crescita e alla competitività delle pmi locali. Quello che noi oggi chiediamo alla politica è di concordare con le imprese gli strumenti migliori per farle crescere.
Matteo Fabbri (Tryeco 2.0). Qualcosa si è fatto, ma non è certo sufficiente. Ad esempio, attraverso il Jobs Act e utilizzando lo strumento Garanzia Giovani, la mia azienda ha potuto assumere una persona. Però, sulla burocrazia, siamo lontani anni luce da una reale semplificazione, in quanto alla tassazione, poi, non ne parliamo. Se si vogliono realmente sostenere gli sforzi delle piccole imprese, è soprattutto su questi aspetti che bisogna intervenire. Quanto alla Misura Industria 4.0, i parametri imposti non sono precisamente alla portata delle Pmi. In generale, non c’è molto per piccole imprese innovative come la mia già, costituite da oltre cinque anni, ma con mercato di riferimento non ancora stabile.

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