La Nuova Ferrara

Ferrara

i grandi committenti fanno i prezzi, prendere o lasciare 

«Niente turbativa del mercato, dovevo garantire lavoro»

«Niente turbativa del mercato, dovevo garantire lavoro»

Bilal El Mangar e la moglie sono accusati dagli inquirenti (finanza e procura) e dai giudici (il tribunale di Ferrara) di avere costruito un impero economico su una maxi frode fiscale, legata ad una...

2 MINUTI DI LETTURA





Bilal El Mangar e la moglie sono accusati dagli inquirenti (finanza e procura) e dai giudici (il tribunale di Ferrara) di avere costruito un impero economico su una maxi frode fiscale, legata ad una associazione a delinquere gestita con coop fittizie: un impero che lavorava in tutta la regione e che riusciva a farlo creando turbativa, drogando il grande mercato della logistica.
Cosa risponde, Mangar? «Turbativa del mercato? Se avessi fatto questo potrei vivere di rendita, coloro che affermano certe cose sono più che sicuro non abbiano mai messo piede in un magazzino: per loro logistica e le norme che la distinguono è “arabo “, solo che io l’arabo lo conosco, loro no».
Non eravate voi a fare i prezzi più bassi? «Assolutamente no, questo è il grosso errore: non eravamo noi a fare i prezzi, ma i committenti, le grandi aziende, ad imporli. Oggi siamo nel 2017, io non lavoro più in questo campo ma mi piacerebbe sapere se con me è scomparsa la turbativa o la concorrenza sleale: vedo che un giorno sì e uno no, altri consorzi chiudono, cooperative falliscono e altri svaniscono».
E allora? «Allora ci si chieda oggi della situazione Artoni (azienda in crisi, ndr) e chieda loro se esiste una turbativa: se avete tempo e vi interessa, fate un giro nell’interporto di Bologna, bello attrezzato, alla luce del sole: entrate in un magazzino a piacere e chiedete quali sono i “ prezzi “: sono convinto che si scoprirebbe qualcosa di diverso da ciò che si dice».
Ma voi lavoravate con tutti grazie ad un eccessivo ribasso dei “prezzi”. «Ripeto, era sempre il committente a proporre tariffe di lavoro sotto quanto stabilito dai documenti provinciali ministeriali sul costo del lavoro. Una coop che non ha lavoro mette a casa le persone e allora si debbono accettare proposte, anche in perdita. So cosa dicono gli intellettuali del lavoro in questi casi: “ma se non ci rientravi con i costi, perchè prendevi l’appalto?” Ancora oggi rispondo: meglio garantire lavoro a centinaia di famiglie, nel mio caso molte straniere, rischiando un rischio che era “ prassi”».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google