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Succi, da Ferrara all’Irlanda del Nord l’arte macellaia

Succi, da Ferrara all’Irlanda del Nord l’arte macellaia

Un’attività iniziata nel lontano giugno del 1965 ad appena 14 giorni, e oggi che di anni ne ha 65 (66 ad agosto), per Alberto Succi sono ben 52 anni ininterrotti di macelleria, che gli sono valsi nel...

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Un’attività iniziata nel lontano giugno del 1965 ad appena 14 giorni, e oggi che di anni ne ha 65 (66 ad agosto), per Alberto Succi sono ben 52 anni ininterrotti di macelleria, che gli sono valsi nel 2008 l’attestato di maestro del commercio e alcuni mesi il ben più prestigioso titolo di cavaliere, con tanto di documento firmato dal presidente della Repubblica, Mattarella, e dall’allora presidente del consiglio Renzi. Ma è chiaro che a far specie è il fatto che tale titolo sia andato ad un macellaio, la cui attività si trova in via Garibaldi, aperta con un negozio di proprietà nel 1972. Ma Succi è un macellaio a 360º, perché ha sempre amato impegnarsi in diversi settori e la conferma arriva dai tanti riconoscimenti che stanno arrivando dopo oltre mezzo secolo di lavoro. Così Succi ad ogni partita interna della Spal cura l’ospitality per conto dell’Ascom e per Confcommercio ricopre il ruolo di presidente onorario di Federcarni provinciale ed è anche uno dei responsabili a livello nazionale. Tanto che tre settimane fa è stato contattato dalla Camera di Commercio di Torino per occuparsi della formazione nella macellazione per l’Irlanda del Nord.
«Non voglio troppe lodi - commenta Succi, affiancato dalla moglie Gigliola che il prossimo 1 aprile riceverà a suo volta il titolo di maestro del lavoro dalla Camera di commercio -, spero solo che questi titoli siano uno stimolo per i giovani, quelli che invece di aprire un’attività lavorano nella massima distribuzione per non correre rischi. C’è ancora possibilità di lavorare, anche in tempi di crisi, la cosa importante è puntare sempre sulla qualità e sulla crescita professionale, non accontentarsi» Infondo, nel nostro settore le soddisfazioni sono ormai poche, ma la professionalità ha salvato diverse attività».
Ora anche l’Irlanda del Nord: «Queste cose sono gratificanti, ma non è la prima esperienza all’estero. In Belgio sono andato al Parlamento Europeo e ho portato i prodotti tipici ferraresi al Festival del cinema di Bruxelles».
E la pensione? «Ci sarei già, ma la passione ancora mi spinge ad andare avanti. Dopo di noi non so - chiude -, in questo settore non c’è ricambio generazionale, rispetto a una volta manca l’apprendistato e non vedo un esodato di 45 anni che si mette lì da zero a fare il macellaio. E così in città i negozi rimasti si contano sulle dita di una mano...». (d.b.)

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