Di Maio: la vicenda Carife è una truffa di Stato
Ferrara, sala gremita ieri pomeriggio all’hotel Duca d’Este per ascoltare le proposte sui rimborsi per i risparmiatori traditi, sia azionisti che obbligazionisti, prospettate dal M5s. La proposta del movimento è basata sul ricorso alla Corte dei Conti
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FERRARA. Sala gremita ieri pomeriggio all’hotel Duca d’Este per ascoltare le proposte sui rimborsi per i risparmiatori traditi, sia azionisti che obbligazionisti, prospettate dal M5s. E ieri il movimento pentastellato ha messo in campo il suo asso nella manica, il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. La proposta illustrata per la prima volta ai tanti risparmiatori presenti, di Carife e delle altre tre banche risolte, si basa sul ricorso alla Corte dei Diritti dell’ uomo, in quanto con il bail-in si è alienato ai risparmiatori il diritto alla proprietà privata, un diritto tutelato dalla Costituzione. Come ha spiegato il legale Gaetano Filograno, «si tratta di un’ iniziativa innovativa in quanto si colloca in un ambito sovranazionale, quindi sopra gli interessi di parte.
La Corte dei Diritti dell’ uomo è un organismo autonomo, creato per tutelare i nostri diritti, tra cui quello della proprietà. I criteri per adire a questo organismo sovranazionale sono stabiliti dall’articolo 35 della convenzione europea. È necessario avere esperito tutte le azioni giudiziarie in Italia, avere cioè concluso l’ iter fino alla Cassazione. Ma nel nostro Paese esiste un’assenza di tutela per questi casi», e quindi l’interpretazione è che si possa ridurre l’iter. Esiste l’ articolol 26 come 6 bis della legge 662, ha precisato il legale, che prevede azioni di responsabilità per atti lesivi al risparmiatore, usata in alcune sentenze Consob . «Ma nel nostro contesto c’è una responsabilità di Banca d’Italia, e questo è inaccettabile. I ricorsi sono individuali, speriamo di presentarne tanti, perché dietro ogni ricorso c’è la storia di ognuno di voi», ha concluso Filograno.
Durante l’ incontro sono stati distribuiti moduli di adesione ai presenti, e che era assente può scaricarlo dal sito www.movimento5stelle.ferrara.it e inviarlo a gestionecrisi@libero.it. Il ricorso è gratuito, le spese saranno sostenute dal movimento pentastellato.
Non le ha mandate a dire Luigi Di Maio, che ha parlato di «Paese a misura di banche. Quello che proponiamo è un ricorso storico, perché in Italia non ci sono strumenti per la tutela del risparmiatore. È un percorso che facciamo con voi, e vi assicuro che non vi lasceremo soli. Chi è al governo non può difendervi. In 25 minuti hanno firmato il decreto Salva banche, e lo hanno fatto in malafede, non per incompetenza. Il vero truffaldino è lo Stato, uno Stato che non può cambiare finché c’è il Pd al governo». A onor del vero, il vicepresidente della camera non le manda a dire neanche ai giornalisti, definiti «a libro paga delle banche, per questo non vi hanno raccontato la verità».
A introdurre la serata, alla presenza di altri parlamentari M5s, è stata la consigliera Ilaria Morghen. «Questa è un’operazione importante per i ferraresi e i risparmiatori traditi. Il bail in è stata una sperimentazione di terzo livello, di quelle fatte sulla pelle degli uomini». In sala era presente anche Giosuè Arnone, il pensionato azzerato che grazie ai No Salvabanche ha ottenuto il prestito da Carife. Milena Zaggia (No salvabanche), ha ribadito di «pretendere il rispetto dei contratti, prima che con le banche, con lo Stato».
Veronica Capucci
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