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restauri e lavori pubblici

Per Palazzo Diamanti un rinnovamento da sei milioni di euro 

Per Palazzo Diamanti un rinnovamento da sei milioni di euro 

Ferrara, da lunedì i lavori, garantite le mostre già in calendario. Il Museo della Resistenza trasloca in corso Giovecca

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FERRARA. Lunedì spunteranno le prime impalcature sul lato di corso Biagio Rossetti: il via al cantiere post sisma a Palazzo Diamanti lancia una revisione significativa dello scrigno artistico che unisce Ferrara Arte alla Pinacoteca Nazionale. La meta, oltre al risanamento edilizio, è aumentare le sale a disposizione, tanto che l’attiguo Museo del Risorgimento cambierà sede. Mentre la passerella esterna da attraversare per completare il percorso delle mostre sarà completamente rivista.
«L’obiettivo – spiega il sindaco Tiziano Tagliani – è consentire una migliore fruizione degli spazi in ambienti che vedono crescere il numero di visitatori. La nostra è una risposta utile pure in una prospettiva di valorizzazione, anche se prescinde dall’ipotesi di spostamento della Pinacoteca in Castello».

Per il momento c’è da occuparsi di un intervento che chiama complessivamente sei milioni di euro, ottenuti sulla base di un mix di contributi regionali per il sisma, risorse comunali da assicurazione e fondi del Ducato Estense. Due e mezzo se ne vanno per il cantiere (a cura della Cooperativa edile artigiana di Parma) che dopo la fase di Biagio Rossetti, da settembre a febbraio 2018 passerà sul lato di Ercole d’Este, per poi chiudere sull’ala sud, con traguardo alla fine dell’anno prossimo.
Il tutto, particolare decisivo, senza interferire con le tre prossime rassegne espositive in calendario: Bononi inaugura il 13 ottobre. «Si tratta di un intervento piuttosto pesante”, dice l’ingegnere capo del Comune Luca Capozzi, assieme all’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi. Restauro, risanamento e messa in sicurezza degli spazi, riparazione e consolidamento dell'intera copertura del complesso, creazione di nuovi servizi igienici negli ambienti a nord del giardino. Nell’accordo con la ditta incaricata c’è poi l’intera pulizia della facciata, inconfondibile con i suoi diamanti a sporgere. Il passo successivo è l’allargamento pensato per realizzare, tra l’altro, aula didattica e nuovo bookshop.

La conseguenza è che il Museo del Risorgimento dovrà emigrare dentro Casa Pico Cavalieri, in corso Giovecca, di fronte a Parco Pareschi.
«Lo spostamento è una scelta forte – ammette l’assessore comunale alla Cultura Massimo Maisto – ma necessaria, in una zona comunque molto importante e ho sempre detto che ritengo fondamentale lo sviluppo di quattro poli museali in città. Possibile ci siano polemiche. Sia chiaro che stiamo facendo i salti mortali per dare continuità a mostre e turismo».
In questo secondo pacchetto di opere del valore di tre milioni e mezzo di euro figura anche una passerella esterna diversa da quella attuale.
È stato aperto un concorso internazionale per la progettazione, con idee innovative e di sicuro impatto: «Si stanno muovendo studi molto importanti – anticipa l’architetto comunale Natascia Frasson -. Pensiamo a una struttura leggera, chiusa e climatizzata, che privilegi la massima trasparenza visuale del giardino, come se si trattasse di un’esposizione all’aperto».
Fabio Terminali

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