no tav: disordini davanti al carcere
Via Arginone bloccata, a processo
L’organizzatore accusato di interruzione di pubblico servizio
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Deve rispondere di interruzione di pubblico servizio, resistenza e lesioni aggravate per i disordini avvenuti davanti al carcere in tre occasioni: il 15 febbraio, il 9 marzo e poi ancora il 30 marzo del 2014 quando via Arginone venne bloccata da un’occupazione non autorizzata della sede stradale. Per questi reati è finito a processo Francesco Magnani, ritenuto l’organizzatore delle manifestazioni a sostegno di un simpatizzante No Tav detenuto a Ferrara. Era stato Magnani, hanno riferito ieri gli agenti della Digos chiamati a testimoniare soprattutto sui fatti del 30 marzo, a comunicare alla Questura il preavviso della manifestazione. Quel giorno la presenza dei sostenitori dei No Tav era stata più massiccia del solito, circa un centinaio di persone contro le poche decine abituali. I manifestanti, hanno raccontato ancora gli agenti, a gruppi si erano disposti lungo la recinzione dell’istituto penitenziario, lanciando petardi e bottiglie in direzione del parcheggio interno, che per l’occasione era stato fatto sgomberare. Uno degli ispettori ha anche riferito uno dei petardi - rimasto inesploso - era stato lanciato in direzione della polizia, ma non è stato possibile individuare chi, tra i manifestanti, l’avesse materialmente lanciato. I testimoni hanno anche spiegato di non aver visto Magnani lanciare petardi o altri oggetti, ma lo hanno indicato come colui che, sempre alla testa del corteo, dava disposizioni agli altri. Un ruolo emerso soprattutto in occasione del blocco di via Arginone. I simpatizzanti No Tav avevano invaso a gruppi la strada, determinando un rallentamento del traffico e costringendo di fatto le auto a rimanere intrappolate tra la folla che protestava. Al punto da indurre la polizia municipale a chiudere al traffico, per circa mezz’ora, quel tratto di via Arginone, per motivi di sicurezza. Alla richiesta di un agente della Digos, rivolta direttamente a Magnani, di liberare la strada, l’imputato aveva opposto un netto rifiuto, inducendo così la polizia a usare i fumogeni per disperdere i manifestanti. Il processo riprende a luglio, con la testimonianza della ex dirigente Digos di Ferrara Rosaria Broccoletti.
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