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«Biologico la Regione fa poco»

«Biologico la Regione fa poco»

In Emilia-Romagna il 13% della superficie agricola è coltivata a biologico. Eppure non si fa abbastanza per promuovere un'agricoltura sostenibile. A dirlo è il presidente di Alce Nero, Lucio...

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In Emilia-Romagna il 13% della superficie agricola è coltivata a biologico. Eppure non si fa abbastanza per promuovere un'agricoltura sostenibile. A dirlo è il presidente di Alce Nero, Lucio Cavazzoni, che chiama in causa la Regione che a lui non appare così determinata nel ridurre l'utilizzo delle sostanze chimiche nei campi. «Potrebbe fare molto di più», sostiene Cavazzoni, secondo il quale «una parte del consiglio regionale difende le posizioni di un'agricoltura ormai superata, chimica, anzi ‘fossile’». Invece, si potrebbe seguire la strada della Toscana, dove il Consiglio regionale si è espresso contro l'uso dei glifosati (niente contributi agli agricoltori che li utilizzano). Insomma, viale Aldo Moro «potrebbe fare molto di più» per lo sviluppo del biologico e per la riduzione dell'inquinamento, rafforzando la battaglia contro l'utilizzo dei fitofarmaci. «Corriamo il rischio che la Regione perda un treno importante. servirebbe più disponibilità da parte della giunta per studiare strumenti che riducano l'impatto della chimica. Al momento non vediamo coerenza - è l’affondo del numero uno del noto marchio di prodotti biologici - Ci sono resistenze molto forti e chi addirittura vorrebbe aumentare l'utilizzo dei fitofarmaci, una cosa contro il tempo. Ci piacerebbe una posizione più forte, vorremmo che questa Regione fosse ancora la prima».

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