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Cispadana, si studiano soluzioni 

Cispadana, si studiano soluzioni 

Il Coordinamento invita il Comune a dire no all’autostrada

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RENAZZO. «Come faremo a vivere se l'autostrada ci passerà a 5 metri da casa? Saremo obbligati a tenere sigillate le finestre per non sentire il rumore e l’odore dei gas di scarico?». Ad essere sorpresi e sbigottiti dall’impatto che l’attuale tracciato della Cispadana avrà nel Centese, sono i (pochi) renazzesi e morellesi presenti all’incontro organizzato venerdì sera dal Coordinamento Cispadano No Autostrada. Il confronto sul tema “Autostrada Cispadana. Quello che non vi hanno mai raccontato”, è stato occasione per fare emergere due punti di vista. Quello del referente del Coordinamento, Silvano Tagliavini che, sollecitando «cittadini e istituzioni a scendere in campo per sostenere il ritorno a una meno impattante e costosa strada a scorrimento veloce», ha ribadito che «non è troppo tardi per dire no all’autostrada». E quello del morellese Luciano Galletti, convinto della validità tecnica della soluzione in galleria: «Bene la battaglia perché l’autostrada non si faccia. Ma i tempi sono stretti. Le osservazioni al Ministero per eventuali modifiche al tracciato vanno presentare entro il 29 marzo. Fra pochi giorni rischiamo di trovarci imprigionati in una cella e per scappare l’unica soluzione resta fare una galleria. E con questa proposta di modifica che stiamo portando avanti la battaglia, perché l’impatto è troppo dannoso per il Centese».
Sulla scia del «voto storico del consiglio comunale di Finale Emilia – ha detto il consigliere finalese Stefano Lugli -, che ha impegnato il sindaco Palazzi a presentare un’osservazione che affermi la contrarierà all’autostrada Cispadana in qualsiasi tracciato e chieda di tornare alla strada di scorrimento veloce», l'appello del Coordinamento al sindaco Toselli a seguire l’esempio, «Partendo dall’assunto che verrà realizzata – ha sbottato Tagliavini - cosa costerebbe a Toselli dire no? Anche il consiglio comunale si schieri contro una scelta scellerata e superata, senza alcuna sostenibilità economica visto che il project financing non è altro che una scatola vuota, e dall’impatto devastante sul territorio. E qui si sta traducendo in una lotta tra poveri per spostare il tracciato un po’ più a nord, un po’ più a sud, perché nessuno in realtà la vuole, tanto meno davanti a casa propria».
Il dottor Rebecchi ha trattato le gravi ricadute su ambiente e salute, poi il morellese Andrea Lanzoni ha mostrato il reale impatto dell’attuale C2c nel Centese. Presentato da Luca Ferioli il modulo attraverso il quale «tutti potranno inviare al ministero dell’Ambiente le osservazioni sul tracciato C2c della Cispadana». L’invito di Coordinamento e del casumarese Gilberto Toselli: «Presentate mille osservazioni e inviatele per conoscenza anche al sindaco Toselli. Solo così verremo ascoltati». (be.ba.)

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