Nasce un “hub” scolastico per gli studenti stranieri
A breve il protocollo in giunta. Previsto un raccordo con gli istituti del territorio Nei nidi ed asili il 27% dei bambini iscritti appartiene a famiglie di immigrati
FERRARA. Un centro di coordinamento provinciale, una sorta di “hub”, per l’integrazione degli studenti che appartengono a famiglie di immigrati, indirizzerà i ragazzi e i loro genitori verso l’istituto che potrà meglio aiutarli ad apprendere la lingua e ad inserirsi con maggiore facilità nel mondo scolastico. I numeri di oggi, che fotografano un quadro demografico in evoluzione anche nella nostra provincia sotto la spinta di imponenti ondate migratorie in arrivo dal nordafrica, dai Paesi sub-sahariani e dal medioriente, hanno convinto l’amministrazione comunale che l’autoregolazione - cioè la libera scelta dell’istituto da parte della famiglia - rappresenta un modello da superare.
Tra l’arrivo di minori che si aggregano a famiglie straniere già presenti sul territorio comunale (nel 2016 sono stati 90 quelli accolti per ricongiungimento familiare) e bambini che nascono in Italia ma a cui non è riconosciuta la cittadinanza italiana il fenomeno ha assunto ormai, nel comune, una dimensione e consistenza di tipo «strutturale». Nell’anno scolastico 2015/2016, questa la fotografia scattata dal Comune, quasi il 10% (9.54%) dei ragazzi iscritti alle scuole superiori proveniva da famiglie straniere, dato che saliva al 13.01% nelle scuole medie, al 15.7% nelle elementari e al 27% nelle scuole d’infanzia e negli asili nido.
In giunta se ne parlerà martedì 14 marzo. Le nuove disposizioni sono contenute in un protocollo d’intesa che sarà presentato dall’assessore comunale all’Istruzione, Annalisa Felletti. Il documento annuncia una svolta che richiederà un’integrazione forte tra le varie articolazioni dell’amministrazione scolastica e le strutture alle quali è delegata l’assistenza ai nuclei di immigrati che si insediano sul territorio ed entrano in contatto con i servizi predisposti dalle politiche per l’integrazione. La struttura di coordinamento sarà individuata entro il prossimo biennio: si tratta di una scuola all’interno della quale sarà istituito un polo amministrativo che accoglierà e orienterà le famiglie con bambini e ragazzi da inserire nel percorso scolastico.
La scuola che riceverà la delega per svolgere questa funzione metterà a fuoco le esigenze dello studente per valutare il livello di supporto necessario per l’inserimento. Il “polo” non sarà la destinazione finale del ragazzo o del bambino: questa sarà indicata nell’ambito di «un accordo di rete» fra gli istituti comprensivi. Un passaggio necessario, si può supporre, anche per evitare la trasformazione in scuole-ghetto di istituti inseriti o molto vicini ai quartieri ad alta penetrazione di immigrati, un rischio più volte segnalato dalle cronache nazionali e all’origine di proteste plateali che hanno aperto e scavato profonde fratture fra residenti e famiglie straniere anche nelle aule di scuola. L’attività del polo amministrativo-hub dovrà integrarsi con uffici e servizi come l’Asp, l’Ufficio alunni stranieri e il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, oltre che con le altre scuole del territorio e attività gestite dal volontariato.
Il modello, ancora da studiare sul campo, sarà filtrato attraverso un’esperienza di natura sperimentale. Il periodo previsto ha una durata di 30 mesi, con scadenza luglio 2019. Al termine dell’anno scolastico 2017/2018 sarà «convocato un apposito tavolo di confronto inter-istituzionale» per fornire una «valutazione intermedia dei risultati raggiunti». Fatto il punto, il modello potrà essere modificato in base all’esito della sperimentazione. In ogni scuola si focalizzeranno due stadi di inserimento linguistico: l’apprendimento base dell’italiano e l’avanzamento indispensabile per lo studio delle discipline. È previsto, nei casi più complessi, l’uso di mediatori culturali. (gi.ca.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
