La Nuova Ferrara

Ferrara

LA DOMENICA

Prendiamoci cura dei nostri vicini

di LUCA TRAINI

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara

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FERRARA. "Come è mai possibile?" ci chiediamo smarriti ogni volta. Nelle tante, troppe volte in cui scriviamo e leggiamo di un uomo trovato morto dopo mesi dietro ad una porta che potrebbe affacciare sulla nostra stessa via. E’ accaduto ancora, di nuovo a Ferrara.


Quante parole abbiamo speso, tutti, sul controllo di vicinato? Poniamo sempre l’accento sulla legittima richiesta di sicurezza urbana, ripetiamo che le forze dell’ordine non possono essere ovunque, che occorre tenere gli occhi aperti contro i malintenzionati pronti ad entrarci in casa e segnalare le presenze sospette. Vero, giusto. Ma neppure i servizi sociali possono arrivare dappertutto; l’attenzione verso il prossimo non può essere completamente demandata ai servizi sociali. In una città come Ferrara, in cui l’età media galoppa e sono sempre più gli anziani che vivono soli, la questione è prioritaria: ci coinvolge, ci chiama per nome, ci chiede di non limitarci a scrutare in strada, ma di curarci di chi vive accanto a noi.

E’ un impegno minimo, bastano cinque minuti, per un saluto.
Nei paesi più piccoli il problema è molto limitato. Dove ci si conosce da una vita, c’è sempre qualcuno che non vedendoci si pone la domanda provvidenziale. In città no; capita di scomparire nel via vai di persone di un condominio, di essere abbandonati al proprio destino per un senso della riservatezza mal interpretato che può finire con l’essere fatale.

E ci ritroviamo, ogni volta, a chiederci come sia stato possibile. A macerarci nel dubbio che la morte non sia giunta fulminea, che il nostro vicino abbia sofferto a lungo, che poteva essere salvato.
Buona domenica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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