Ecco gli alloggi low cost per i padri separati
Il presidente di Mai Da Soli Stefano Ferrari: quante difficoltà dopo l’abbandono. Sette posti letto e prezzi calmierati per chi deve trovare una nuova abitazione
FERRARA. La sua storia personale non è diversa da quella di molti altri padri separati ma Stefano Ferrari, presidente dell’Associazione Mai Da Soli, ha saputo trasformarla in un’occasione di slancio verso gli altri. «Volevo fare qualcosa perché in futuro altre persone nella mia situazione non soffrissero quello che ho sofferto io», spiega. Dal 2013, anno di nascita di Mai Da Soli, Ferrari è impegnato a sostenere e aiutare chi, dopo una separazione, deve affrontare problemi non solo di cuore, ma anche di portafogli. Come è successo a lui: «Dopo 35 anni di rapporto, tra dieci di fidanzamento e 25 di matrimonio, ho subìto l’abbandono. Quando una coppia si lascia, la colpa non è mai da una sola parte, ma io mi sono ritrovato in una posizione più fragile, sia sul piano psicologico che su quello economico, e ben presto è stato chiaro che non avrei più potuto mantenere lo stesso tenore di vita. Ho dovuto affrontare un mondo che non mi apparteneva, fatto di tribunali, udienze, avvocati.
Ho dovuto trasferirmi in una casa più piccola, e con un solo stipendio di impiegato pubblico provvedere all’assegno di mantenimento, a metà di spese extra per il figlio e in più pagare l’affitto e le utenze mi ha messo in una condizione a dir poco difficile». Per altri, prosegue il presidente, è stata ancora più dura: «Penso a un operaio quarantenne che, dopo il divorzio, si deve rivolgere alla Caritas per i pasti, perché anche fare la spesa è diventato un problema». Per questo Ferrari ha accolto con grande favore la decisione della giunta di Bondeno di destinare una quota di case Acer (al momento due alloggi) proprio ai padri separati (senza colpa) e in difficoltà economiche. Tra pochi giorni Ferrari incontrerà l’assessore Cristina Coletti, promotrice del provvedimento approvato dalla Giunta matildea, augurandosi che l’esempio possa essere esteso ad altri Comuni: «È stato un atto di coraggio, con questa operazione sono entrati in una terra di nessuno, dove è necessario fare qualcosa».
Nel frattempo, lo stesso Ferrari con l’associazione Mai Da Soli non è rimasto con le mani in mano, e si è dato da fare proprio sul fronte dell’emergenza abitativa che spesso si apre nel post-separazione: «La legge giustamente tutela la madre e i figli minori - sottolinea Ferrari - ma al tempo stesso i padri si trovano a essere genitori di serie B, e in più sono caricati del problema di trovare un nuovo alloggio. Che, quando va bene, è un bilocale».
Da qui nasce il progetto Casa Mai Da Soli, una struttura con 7 posti letto per accogliere temporaneamente (12 mesi al massimo) quei papà separati che hanno bisogno di un periodo-cuscinetto per poter riorganizzare la propria vita, rimettersi in sesto e trovare una nuova abitazione. «Nel periodo di permanenza l’ospite può contare su un prezzo molto conveniente, che comprende pernottamento e utenze. L’associazione mette inoltre a disposizione generi di prima necessità, che l’ospite può integrare a sue spese secondo i suoi gusti. Si tratta, soprattutto, di un luogo di aggregazione autogestito, dove stare insieme e sfuggire a quella solitudine acuta che ti assale dopo un abbandono, quando anche il cibo sembra avere un altro sapore. Per questo la Tv sarà nella sala comune, ma non nelle stanze, per promuovere la socialità: meglio guardare tutti insieme una partita della Champions che chiudersi nel proprio guscio».
Il progetto ha trovato un aiuto concreto nel Comune di Ferrara, che ha messo a disposizione dell’associazione uno stabile in viale Alfonso d’Este, dove da metà febbraio sono cominciati i lavori - a carico di Mai Da Soli - per realizzare la Casa. La nota dolente, come sempre, sono le risorse. L’associazione ha già preso contatti con diverse realtà cittadine, c’è un residence per anziani certificato d’eccellenza che ha dimostrato interesse per l’iniziativa, ma c’è ancora tanto da fare per trasformare la Casa Mai Da Soli in una realtà. Il progetto ha anche una mascotte, Sebastian, che campeggia nel cartello all’ingresso dell’edificio di viale Alfonso d’Este; l’auspicio è quello di poter aprire tra qualche mese, prima dell’inizio dell’estate.
La bella stagione, tra l’altro, permetterà agli ospiti di apprezzare ancora di più il giardino annesso all’edificio, adibito in parte a orto per la produzione di frutta e ortaggi per la dispensa della Casa, e dove mangiare all’ombra degli alberi.
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