all’ex ospedale degli infermi di comacchio
Museo del Delta Antico, ci siamo
Apertura sabato 25: un percorso dalla civiltà di Spina al medioevo
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COMACCHIO. Segna un evento epocale per il Delta del Po l'inaugurazione del Museo Delta Antico, fissata per sabato 25 marzo. A raccontare il lungo percorso preparatorio compiuto in questi anni, interverrà mercoledì pomeriggio a Palazzo Bellini il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Emilia Romagna, Luigi Malnati. Dal 7 novembre scorso, data di chiusura del Museo della nave romana, è cominciato il delicato trasloco degli oltre 700 reperti del suo prezioso carico all'interno della nuova sede, ossia al piano terra dell'ex-ospedale settecentesco degli Infermi. Il nome del nuovo museo archeologico del territorio, come si ricorda, è frutto di un concorso di idee vinto da Stefano Buzzi, geometra e grafico di San Giuseppe e da Alberto Zetti, architetto fiorentino. Saranno accolti nelle ampie sale dell'edificio - unica testimonianza comacchiese neoclassica, sede, fino al 1976 dell'ospedale San Camillo - anche circa 1300 reperti restaurati, provenienti dai magazzini del Museo archeologico nazionale di Ferrara. In esposizione permanente anche le monete, le spille e i frammenti ceramici consegnati di recente dalla Guardia di Finanza di Comacchio, dopo un sequestro effettuato due anni fa. Quattro sono le sezioni del Museo Delta Antico che finalmente spalancherà le porte tra due settimane, per raccontare l'evoluzione del territorio dall'antica civiltà etrusca di Spina, passando per l'epoca romana con il misterioso naufragio della celebre nave di età augustea, sino al Medioevo. (k.r.)
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