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Ticket, il costo pro capite è tra i più alti in Italia

Impianti automatici per la riscossione dei ticket sanitari
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Impianti automatici per la riscossione dei ticket sanitari

Sanità, l’Emilia Romagna tra le Regioni nelle quali i cittadini pagano di più. La media cala (anche molto) al sud. Tra i motivi i falsi esenti e il reddito più basso

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FERRARA. In cima alla classifica quattro Regioni del nord e del centro Italia, in fondo solo Regioni del Sud. La frontiera geografica che separa le prestazioni della parte del Belpaese più vicina all’Europa dal meridione spacca in due lo Stivale anche nella classifica ricavata dalle quote di partecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria. Fuori dal linguaggio burocratico si tratta dei ticket per visite ed esami specialistici e della parte di costo che ogni Regione delega agli assistiti del sistema sanitario pubblico. Esaminando i dati dell’Agenzia sanitaria nazionale (Agenas) il quotidiano la Repubblica ha messo in fila numeri e indici provenienti dalle diverse aree del Paese. L’Emilia Romagna si distingue per due motivi. Da una parte è l’unica Regione a statuto ordinario a non aver registrato tra il 2012 e il 2015 un calo degli incassi da ticket, anzi ad averli aumentati (+ 4.8%). Una crescita superata solo da Valle D’Aosta (+ 8%) e Provincia autonoma di Trento (+ 19.2%) mentre altre realtà nello stesso periodo hanno visto crollare gli introiti anche del 21.4% (Piemonte), del 24.2% (Basilicata), del 10.6% (Toscana) e del 9% (Veneto).

L’altro aspetto emerso dalla pubblicazione delle statistiche riguarda la quota pro-capite di spesa sanitaria per i ticket. L’Emilia Romagna compare in cima alla graduatoria con i suoi 35.9 €, dietro due Regioni a statuto speciale come la Val D’Aosta (48.3 €) e il Friuli Venezia Giulia (37.2 €), seguite dalla Toscana (36.7 €) e dal Veneto (36.8 €). Ai piedi della classifica, la Sicilia (8.7 €), la Campania (9.7 €), la Puglia (12.4 €) e la Calabria (13.5 €). Il risultato viene descritto come frutto di diversi fattori concomitanti tra i quali hanno una certa rilevanza l’evasione del ticket (i falsi esenti), l’importo non armonizzato delle tariffe, il reddito delle famiglie, più basso al sud, e probabilmente la mobilità verso le Regioni in cui la sanità e gestita meglio (l’Emilia è una di queste). Tra i dati che spiccano uno conferma che in tempi di crisi si tende a risparmiare anche sulle spese sanitarie: per la libera professione intramoenia in Italia si spende oltre un miliardo di € ma tra il 2012 e il 2015 il calo è stato del 9%.

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