La Nuova Ferrara

Ferrara

tribunale

Aiutò il boss Provenzano poi si rifugiò a Copparo 

Aiutò il boss Provenzano poi si rifugiò a Copparo 

Il sorvegliato speciale era fuggito da Bagheria, qui ospitato da un conterraneo.  Il padrone di casa è stato condannato per favoreggiamento: un anno di carcere

1 MINUTI DI LETTURA





COPPARO. Aveva nascosto nella sua casa di Copparo, per alcuni mesi, un uomo fuggito da Bagheria mentre era sottoposto a sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, indiziato per aver aiutato il boss Bernardo Provenzano durante la sua latitanza. Per questo Gaetano Raineri, residente a Copparo ma originario a sua volta di Bagheria, è stato condannato ieri a un anno di reclusione per favoreggiamento personale.
Per lui il pubblico ministero Stefano Longhi aveva chiesto la condanna a due anni.


L’imputato tra il 2012 e il 2013 aveva dunque ospitato a Copparo Carmelo Bartolone, ritenuto un esponente della cosca di Bagheria. L’uomo aveva chiesto rifugio presentandosi a casa sua, e le iniziali resistenze di Raineri (e della sua compagna di allora) erano crollate di fronte ai consigli ricevuti da alcune conoscenze di Bagheria: «Sta alla tua coscienza», era stata la risposta sibillina intercettata dagli inquirenti. E Raineri aveva aperto le porte di casa sua a Bartolone.


Sempre grazie alle intercettazioni era stato possibile ricostruire i movimenti del fuggitivo, e risalire al rifugio copparese. Quando le forze dell’ordine si erano presentate a casa di Raineri l’ingombrante ospite se ne era già andato ma aveva lasciato numerose tracce della sua permanenza, attestate attraverso una perquisizione. A Raineri era stata dunque contestato il favoreggiamento personale: ieri la condanna. (a.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google