La piovra delle ecomafie spiegata agli studenti
Lezione di ambiente e legalità all’Iti con il parlamentare Alessandro Bratti Oltre settemila infrazioni registrate solo per lo smaltimento dei rifiuti
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Ambiente, sostenibilità e smaltimento rifiuti. Un intervento e un dibattito a tutto campo ieri all’istituto Iti Copernio-Carpeggiani. Relatore d’eccezione il deputato del Pd Alessandro Bratti, in qualità di presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e agli illeciti ambientali.
Dopo una breve presentazione del dirigente scolastico Roberto Giovannetti e del docente Emanuele Giovagnoli, gli studenti della III e IV I (indirizzo informatico) e V M (meccanico) hanno ascoltato con grande interesse, per quasi due ore, la relazione del parlamentare ferrarese. Un tema dai molteplici aspetti che sono stati affrontati secondo uno schema semplice ma preciso che non ha trascurato alcun particolare anche fra i più scottanti come la camorra e la mafia. Per questo Bratti è partito dalla situazione che mira a difendere l’ambiente per uno sviluppo futuro sostenibile.
«Ecomafia – ha precisato – è un neologismo coniato da Legambiente negli anni ’90 per definire diverse attività ovviamente illecite che vedono al primo posto il traffico di armi, al secondo quello della droga e al terzo quello di animali esotici in particolare per l’avorio. A questo seguono altri settori tra cui il saccheggio dei beni archeologici, l’abuso edilizio e in agricoltura».
Anche se l’illegalità ambientale non è sempre un fenomeno legato a camorra e mafia, le infrazioni registrate sono oltre 7000 solo per lo smaltimento dei rifiuti speciali e normali per un ammontare di 10 miliardi di euro l’anno, mentre sono 47 i siti italiani con inquinamento particolarmente elevato che sarebbero da bonificare con metodi però molto costosi.
L’altro punto preso in esame sono state le Commissioni d’inchiesta, che affrontano situazioni difficili da controllare come il traffico transfrontaliero, che riguarda rifiuti elettronici, auto usate, la plastica e fitofarmaci.
«Problemi vi sono anche per gli impianti di depurazione delle acque - ha proseguito il deputato - la metà dei quali non è a norma».
Fra le indagini che l’onorevole sta portando avanti è stata descritta Cassiopea che ha riguardato la Campania caduta però in prescrizione dopo soli 4 anni pur avendo individuato i reati e i mandanti; la Regione però si sta riabilitando dopo le numerose grandi emergenze del colera, del terremoto dell’Irpinia, della bonifica e dei rifiuti, poiché è arrivata a un 40% di differenziata e sta procedendo alla eliminazione delle ecoballe. Indagini sono aperte anche in Calabria dove non è stato mai costruito un impianto di depurazione e in Lombardia poiché la sua ricchezza ha attirato la malavita.
L’ultima parte del suo intervento Bratti l’ha dedicata all’economia circolare che deve sostituire quella lineare basata sull’usa e getta.
«Ora invece la green economy - ha concluso il deputato - grazie a leggi uguali e più restrittive per tutte le regioni (i Forestali tra l’altro passano nei Carabinieri), punta a far sì che gli oggetti possano durare il più possibile, vengano recuperati e riusati e vadano in discarica solo come ultima destinazione».
Margherita Goberti
Dopo una breve presentazione del dirigente scolastico Roberto Giovannetti e del docente Emanuele Giovagnoli, gli studenti della III e IV I (indirizzo informatico) e V M (meccanico) hanno ascoltato con grande interesse, per quasi due ore, la relazione del parlamentare ferrarese. Un tema dai molteplici aspetti che sono stati affrontati secondo uno schema semplice ma preciso che non ha trascurato alcun particolare anche fra i più scottanti come la camorra e la mafia. Per questo Bratti è partito dalla situazione che mira a difendere l’ambiente per uno sviluppo futuro sostenibile.
«Ecomafia – ha precisato – è un neologismo coniato da Legambiente negli anni ’90 per definire diverse attività ovviamente illecite che vedono al primo posto il traffico di armi, al secondo quello della droga e al terzo quello di animali esotici in particolare per l’avorio. A questo seguono altri settori tra cui il saccheggio dei beni archeologici, l’abuso edilizio e in agricoltura».
Anche se l’illegalità ambientale non è sempre un fenomeno legato a camorra e mafia, le infrazioni registrate sono oltre 7000 solo per lo smaltimento dei rifiuti speciali e normali per un ammontare di 10 miliardi di euro l’anno, mentre sono 47 i siti italiani con inquinamento particolarmente elevato che sarebbero da bonificare con metodi però molto costosi.
L’altro punto preso in esame sono state le Commissioni d’inchiesta, che affrontano situazioni difficili da controllare come il traffico transfrontaliero, che riguarda rifiuti elettronici, auto usate, la plastica e fitofarmaci.
«Problemi vi sono anche per gli impianti di depurazione delle acque - ha proseguito il deputato - la metà dei quali non è a norma».
Fra le indagini che l’onorevole sta portando avanti è stata descritta Cassiopea che ha riguardato la Campania caduta però in prescrizione dopo soli 4 anni pur avendo individuato i reati e i mandanti; la Regione però si sta riabilitando dopo le numerose grandi emergenze del colera, del terremoto dell’Irpinia, della bonifica e dei rifiuti, poiché è arrivata a un 40% di differenziata e sta procedendo alla eliminazione delle ecoballe. Indagini sono aperte anche in Calabria dove non è stato mai costruito un impianto di depurazione e in Lombardia poiché la sua ricchezza ha attirato la malavita.
L’ultima parte del suo intervento Bratti l’ha dedicata all’economia circolare che deve sostituire quella lineare basata sull’usa e getta.
«Ora invece la green economy - ha concluso il deputato - grazie a leggi uguali e più restrittive per tutte le regioni (i Forestali tra l’altro passano nei Carabinieri), punta a far sì che gli oggetti possano durare il più possibile, vengano recuperati e riusati e vadano in discarica solo come ultima destinazione».
Margherita Goberti
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