La Nuova Ferrara

Ferrara

Sequestrati 223 alloggi del residence Regina Mare 

Sequestrati 223 alloggi del residence Regina Mare 

Lido Pomposa, scatta l’operazione della finanza dopo la sentenza del Tribunale Alla condanna di tre persone si aggiunge la confisca di beni per 20 milioni di euro

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO POMPOSA. La tenenza della Guardia di finanza di Comacchio ieri ha sottoposto a sequestro 223 appartamenti facenti parte del complesso residenziale “Regina Mare”, che si trovano a Lido Pomposa, tutti di proprietà di due società immobiliari comacchiesi. Una confisca decisa dal Tribunale lo scorso mese di gennaio, quando il giudice Alessandra Testoni inflisse anche un anno di pena per quello che fu ritenuto un abuso edilizio relativo a ben 326 alloggi compresi nel residence chiamato “Regina Mare”.
L’attività di indagine nel settore urbanistico – avviata dai militari della tenenza – come detto ha visto lo scorso gennaio la condanna in primo grado, da parte del Tribunale di Ferrara, alla pena di un anno di arresto e 20.000 euro di ammenda di tre persone (rappresentante legale della società committente dei lavori, progettista del residence, dirigente del Settore urbanistica del Comune di Comacchio) per la “lottizzazione abusiva” dell’area oggetto dell’intervento edilizio.
A seguito della pronuncia di condanna, il Tribunale di Ferrara ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica, disponendo il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di una parte degli immobili situati nell’area di oltre 65.000 metri quadrati e di un valore dei beni sequestrati che ammonta ad oltre 20 milioni di euro.
La contestazioni in sede di dibattimento riguardavano il rilascio - da parte del dirigente comunale alla società proprietaria dell’area – di illegittimi permessi di costruire per la realizzazione del complesso residenziale. L’illegittimità si fondava sulla mancata conformità dei seguenti permessi: alle direttive dei piani urbanistici sovraordinati regionali e provinciali riguardanti la tutela delle zone urbanizzate in ambito costiero ed al Piano regolatore del Comune di Comacchio.
Con i titoli autorizzativi contestati, il piano urbanistico esecutivo “Regina Mare” non ha rispettato le previsioni minime di edificazione in materia di salvaguardia della morfologia litoranea, comportando inoltre una riduzione di oltre 22.000 metri quadrati delle aree destinate al soddisfacimento della collettività (ovvero parchi, percorsi e spazi per la sosta pedonali e ciclabili, zone destinate al tempo libero, ecc.), spazi utilizzati invece per la costruzione dell’intera opera edilizia.
Ricordiamo che i tre condannati ad un anno di pena sono Massimiliano Tomasi esecutore dei lavori per il gruppo Tomasi Case, il progettista Guido Zarattini (tecnico privato) e Antonio Pini, dirigente del Comune di Comacchio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google