il segretario pRovinciale si schiera con l’ex premier
Vitellio: ecco perché sostengo Renzi al congresso
di LUIGI VITELLIO*
Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd, ha rotto gli indugi ed ha annunciato il suo sostegno a Matteo Renzi, al prossimo congresso del partito per la scelta del leader. «In questo percorso...
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Luigi Vitellio, segretario provinciale del Pd, ha rotto gli indugi ed ha annunciato il suo sostegno a Matteo Renzi, al prossimo congresso del partito per la scelta del leader.
«In questo percorso congressuale sosterrò Renzi - spiega Vitellio - perché penso che il Pd abbia bisogno di una leadership forte, che non significa un uomo solo al comando. Servono scelte forti ed un partito che ad ogni livello discuta e decida: nella mozione c’è proprio questa idea di partito che condivido. Lo sosterrò perché non voglio un segretario che abbia come mandato mettere solo in sicurezza il Pd, voglio un segretario che possa cambiare questo Paese, perché senza un buon Paese risulterebbe inutile avere un buon partito. Per questo è nato il PD: per superare la frammentazione preesistente e cambiare, da sinistra, l’Italia, offrendo una prospettiva al nostro paese che non sia il populismo».
L'unità per Vitellio è fondamentale, ma non va confusa dall'unanimismo: secondo lui un partito plurale deve sapere discutere e decidere ed il fatto di “non decidere” per mettere d'accordo tutte le sensibilità significa far morire la comunità.
«Mandiamo in soffitta - dice - i “si è sempre fatto così” o le ricerche di “soluzioni politiche " per rimandare i problemi: entriamo nella carne viva di ciò che ci viene richiesto delle persone, parliamo a loro e non al nostro ombelico. Non permettiamo a chichessia di credersi detentore monopolista del concetto di sinistra, non permettiamo di mascherare sfide squisitamente personalistiche in lotte politiche. Abbiamo tante vere sfide di fronte a noi: Europa, lavoro, sicurezza, inclusione. Abbiamo bisogno di un partito forte in Europa che ponga al centro della discussione europea il tema dei profughi: non possiamo affrontare questa sfida solo con i nostri valori, c'è bisogno che tutti facciano la propria parte in Italia e in Europa».
«Abbiamo intrapreso una strada importantissima: oggi i giovani che entrano nel mercato del lavoro possono avere diritti che prima guardavamo con il binocolo (malattia retribuita, accesso al credito, maternità) ma dobbiamo fare di più perché un paese che vuole innovare non può lasciare le competenze dei giovani fuori dal mercato del lavoro».
Sicurezza, per VItellio, è una parola di sinistra e per questo chi sbaglia deve pagare, sempre. La sicurezza deve essere "sociale”: nessuno deve rimanere indietro, «il nostro obiettivo deve essere quello di creare opportunità di inclusione sociale per tutte le persone che sono rimaste schiacciate dalla globalizzazione. Non dobbiamo rivolgere il nostro sguardo al passato cercando di ripetere vecchi schemi per adagiarci in un posto ovattato, comodo per i dirigenti ma indigesto ed inutile per chi oggi non ha nessuna speranza di costruire il proprio futuro».
Il Governo per il segretario ferrarese certamente poteva fare di più, nonostante la composizione così eterogenea del Parlamento e soprattutto comunicare con maggiore forza la nostra idea di società, ma ciò non deve mettere in secondo piano il lavoro svolto: sui diritti civili, sulla scuola, sul lavoro e sulle politiche sociali. «Il nostro partito - dichiara Vitellio - deve essere rigenerato per affrontare queste nuove sfide: dobbiamo sfuggire alla tranquilla autoreferenzialità e assumere sempre di più il ruolo di punti di riferimento di comunità. Un partito quotidiano, che deve selezionare e formare classi dirigente, facendo un giusto mix tra preferenze e competenze, perché il solo voto non serve se non lo si sa esercitare. C'è bisogno di tutte e di tutti in questa sfida, io ci sarò come sempre con braccia, cuore e cervello: con Matteo Renzi, per il Paese, per il PD. Avanti».
«In questo percorso congressuale sosterrò Renzi - spiega Vitellio - perché penso che il Pd abbia bisogno di una leadership forte, che non significa un uomo solo al comando. Servono scelte forti ed un partito che ad ogni livello discuta e decida: nella mozione c’è proprio questa idea di partito che condivido. Lo sosterrò perché non voglio un segretario che abbia come mandato mettere solo in sicurezza il Pd, voglio un segretario che possa cambiare questo Paese, perché senza un buon Paese risulterebbe inutile avere un buon partito. Per questo è nato il PD: per superare la frammentazione preesistente e cambiare, da sinistra, l’Italia, offrendo una prospettiva al nostro paese che non sia il populismo».
L'unità per Vitellio è fondamentale, ma non va confusa dall'unanimismo: secondo lui un partito plurale deve sapere discutere e decidere ed il fatto di “non decidere” per mettere d'accordo tutte le sensibilità significa far morire la comunità.
«Mandiamo in soffitta - dice - i “si è sempre fatto così” o le ricerche di “soluzioni politiche " per rimandare i problemi: entriamo nella carne viva di ciò che ci viene richiesto delle persone, parliamo a loro e non al nostro ombelico. Non permettiamo a chichessia di credersi detentore monopolista del concetto di sinistra, non permettiamo di mascherare sfide squisitamente personalistiche in lotte politiche. Abbiamo tante vere sfide di fronte a noi: Europa, lavoro, sicurezza, inclusione. Abbiamo bisogno di un partito forte in Europa che ponga al centro della discussione europea il tema dei profughi: non possiamo affrontare questa sfida solo con i nostri valori, c'è bisogno che tutti facciano la propria parte in Italia e in Europa».
«Abbiamo intrapreso una strada importantissima: oggi i giovani che entrano nel mercato del lavoro possono avere diritti che prima guardavamo con il binocolo (malattia retribuita, accesso al credito, maternità) ma dobbiamo fare di più perché un paese che vuole innovare non può lasciare le competenze dei giovani fuori dal mercato del lavoro».
Sicurezza, per VItellio, è una parola di sinistra e per questo chi sbaglia deve pagare, sempre. La sicurezza deve essere "sociale”: nessuno deve rimanere indietro, «il nostro obiettivo deve essere quello di creare opportunità di inclusione sociale per tutte le persone che sono rimaste schiacciate dalla globalizzazione. Non dobbiamo rivolgere il nostro sguardo al passato cercando di ripetere vecchi schemi per adagiarci in un posto ovattato, comodo per i dirigenti ma indigesto ed inutile per chi oggi non ha nessuna speranza di costruire il proprio futuro».
Il Governo per il segretario ferrarese certamente poteva fare di più, nonostante la composizione così eterogenea del Parlamento e soprattutto comunicare con maggiore forza la nostra idea di società, ma ciò non deve mettere in secondo piano il lavoro svolto: sui diritti civili, sulla scuola, sul lavoro e sulle politiche sociali. «Il nostro partito - dichiara Vitellio - deve essere rigenerato per affrontare queste nuove sfide: dobbiamo sfuggire alla tranquilla autoreferenzialità e assumere sempre di più il ruolo di punti di riferimento di comunità. Un partito quotidiano, che deve selezionare e formare classi dirigente, facendo un giusto mix tra preferenze e competenze, perché il solo voto non serve se non lo si sa esercitare. C'è bisogno di tutte e di tutti in questa sfida, io ci sarò come sempre con braccia, cuore e cervello: con Matteo Renzi, per il Paese, per il PD. Avanti».
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