Yara fa marcia indietro, revocato il licenziamento
I sindacati: «Provvedimento deprecabile evitato con la mobilitazione». Lungo faccia a faccia con i dirigenti, poi l’accordo
FERRARA. Indietro tutta da parte di Yara: la multinazionale ha revocato il licenziamento della dipendente che, il 7 marzo scorso, si era vista recapitare l’annuncio dell’interruzione del posto di lavoro, in vigore già dal giorno successivo. In difesa della donna, 55 anni - da trent’anni al Petrolchimico e da venti in Yara, dove è quadro di primo livello nel settore Risorse Umane - si erano subito schierati i sindacati che avevano posto all’azienda un ultimatum: se il provvedimento non fosse stato ritirato, sarebbe stato proclamato uno sciopero. Yara non si è sottratta al confronto, e ha accettato ieri di incontrare i sindacati confederali dei chimici e le Rsu.
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Fin dal primo pomeriggio di ieri (lunedì 13 marzo) l’intenzione di tornare sui propri passi era stata anticipata telefonicamente ai rappresentanti sindacali, e la decisione è stata poi formalizzata nel tardo pomeriggio al termine del faccia a faccia con i sindacati. Che ora accolgono con ovvia soddisfazione i risultati del movimento di solidarietà nei confronti della dipendente: «Questo importante risultato - si legge in una nota - va ascritto prima di tutto ai lavoratori, quadri e operai che, assieme, hanno reagito in maniera compatta e solidale al deprecabile e ingiustificato provvedimento aziendale, a sostegno della collega e a salvaguardia della comunità tutta dei lavoratori di Yara. A loro va il ringraziamento della Rsu e delle segreterie di categoria per averne sostenuto l’iniziativa di mobilitazione».
Preoccupazione e vicinanza alla dipendente licenziata era stata espressa a nome di tutta l’amministrazione comunale anche dall’assessore al Petrolchimico Caterina Ferri, e sul caso era intervenuto anche il Pd, con la presentazione di un question time in consiglio comunale. «Un ringraziamento - sottolineano ora sindacati e Rsu - va all’amministrazione comunale di Ferrara e alle forze politiche locali che hanno supportato in questa vertenza le ragioni del sindacato a difesa della lavoratrice». Resta l’inquietudine per modalità, da parte delle aziende del Polo chimico, fino a ieri sconosciute nel nostro territorio ma nemmeno inedite, come dimostrano i casi-Basell: «L’auspicio - conclude la nota - è che non si debbano più verificare episodi analoghi e che, anche a fronte di situazioni complesse, aziende e sindacati ricorrano al collaudato sistema delle relazioni che caratterizzavano da decenni la cultura di questo sito industriale per trovare, in maniera condivisa, le soluzioni necessarie». (a.m.)
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