La Nuova Ferrara

Ferrara

Anche la Peruffo (Fi) chiede che la zona venga salvaguardata

Anche la Peruffo (Fi) chiede che la zona venga salvaguardata

Il caso ippodromo è ben noto alle forze politiche i cui rappresentanti siedono in consiglio comunale. Paola Peruffo, da tempo influente consigliere comunale di Forza Italia, ha presentato una...

2 MINUTI DI LETTURA





Il caso ippodromo è ben noto alle forze politiche i cui rappresentanti siedono in consiglio comunale. Paola Peruffo, da tempo influente consigliere comunale di Forza Italia, ha presentato una interpellanza per sapere quali sono, scrive la Peruffo nel suo intervento, «i tipi di interventi di recupero che verranno messi in atto dal soggetto concessionario dell’accordo Uaipre e quali quelli che spetteranno al Comune di Ferrara; se tali edifici - chiede ancora la Peruffo - avendo subito danni post terremoto sono beneficiari di appositi contributi regionali per la ristrutturazione e la messa in sicurezza; se si prevede - scrive ancora l’azzurra - di regolamentare l’area in modo tale che le attività del Borgo San Luca e quelle di Uaipre non confliggano sia in termini di spazi che di compatibilità di azioni, considerano i rumori generati di chiarine e tamburi e la contestuale presenza di animali che meritano tutela sotto vari profili; ed infine - è sempre la Peruffo a scrivere - se il Comune intende considerare l’area dell’ippodromo aperta o chiusa al pubblico, dal momento che allo stato attuale, risulta una gestione ibrida e confusa».
Prima dell’Ippodromo il “Deposito Cavalli Stalloni” era presso il complesso di San Nicolò. Sul finire del 1862 l’antica chiesa di San Nicolò e il convento adiacente (zona via Muzzina/ via Colomba/ piazzetta San Nicolò), da tempo destinati a vari usi, divennero il “Deposito Cavalli Stalloni”, dipendente inizialmente dal Ministero della Guerra e poi da quello dell'Agricoltura. Tale destinazione d’uso rimase immutata fino al 1929, quando gli equini furono trasferiti presso il nuovo Ippodromo. La decisione fu presa, non solo per motivi igienico-sanitari, ma anche perché il numero degli animali selezionati era cresciuto notevolmente: si pensi che, anche in conseguenza del periodo bellico, nel 1923 presso il Deposito di Ferrara si potevano contare ben 210 stalloni. Occorreva perciò una sede più ampia e razionale. (m.puli.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google