Balneari a Montecitorio contro la direttiva Bolkestein
LIDO ESTENSI. Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria invita tutti i balneari italiani contrari al disegno di legge approvato il 27 gennaio scorso dal governo, che certifica le evidenze...
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LIDO ESTENSI. Assobalneari Italia - Federturismo Confindustria invita tutti i balneari italiani contrari al disegno di legge approvato il 27 gennaio scorso dal governo, che certifica le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime, a partecipare pacificamente al presidio-manifestazione di oggi alle ore 11 in Piazza Montecitorio a Roma.
“Il diritto a manifestare - si legge nella nota - è un diritto costituzionalmente garantito e noi, che non accettiamo di andare a gara per le nostre attività, che non accettiamo periodi transitori che il governo ci propone per approntare le evidenze pubbliche, e che altre organizzazioni invece accettano e contemplano nel loro programma, intendiamo esercitarlo per fare comprendere alla politica, ma soprattutto al governo, che i balneari italiani non vogliono essere considerati come aziende a termine, con una scadenza, senza prospettive future a causa di una posizione ideologica di partito a noi contraria che giustifica in nome di norme europee irrazionali il desiderio di mandarci a gara per farci sostituire nell’esercizio della nostra impresa, come dichiarato anche recentemente dal ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda”.
“Il diritto a manifestare - si legge nella nota - è un diritto costituzionalmente garantito e noi, che non accettiamo di andare a gara per le nostre attività, che non accettiamo periodi transitori che il governo ci propone per approntare le evidenze pubbliche, e che altre organizzazioni invece accettano e contemplano nel loro programma, intendiamo esercitarlo per fare comprendere alla politica, ma soprattutto al governo, che i balneari italiani non vogliono essere considerati come aziende a termine, con una scadenza, senza prospettive future a causa di una posizione ideologica di partito a noi contraria che giustifica in nome di norme europee irrazionali il desiderio di mandarci a gara per farci sostituire nell’esercizio della nostra impresa, come dichiarato anche recentemente dal ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda”.
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