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Balneatori e ambulanti in lotta per le concessioni

Balneatori e ambulanti in lotta per le concessioni

In piazza a Roma per partecipare alla manifestazione contro la Bolkestein. Dai Lidi la lotta continua: il Governo deve farsi carico del nostro futuro

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PORTO GARIBALDI. Mentre il Sib-Confcommercio si è dissociato dalla manifestazione promossa questa mattina (15 marzo) a Roma da alcune associazioni di categoria del settore balneare, Giuseppe Carli, presidente provinciale e vice-presidente regionale della stessa sigla sindacale, nonché presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi, si è schierato in piazza Montecitorio, sostenendo le ragioni della protesta. «La mia organizzazione non partecipa, ma io sono per l’azione, per dire no alla Bolkestein - ha commentato Carli da Roma -, perché non ci sentiamo salvaguardati dal governo, che ci ha messi in queste condizioni».

Un migliaio i manifestanti armati di striscioni e fischietti hanno stazionato sino al primo pomeriggio  davanti al Parlamento, per richiamare Governo ed opinione pubblica sulla spada di Damocle che grava sui 30mila stabilimenti balneari italiani, in funzione dei vincoli imposti dalla direttiva comunitaria Bolkestein. «Chiediamo il riconoscimento di una proroga almeno trentennale alle nostre concessioni demaniali - ha sottolineato Carli perché abbiamo messo in piedi aziende in regola, nel rispetto delle leggi vigenti, con sudore e sacrifici. Non siamo una casta o una lobby come ci vogliono far passare».

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Punti nodali della protesta, oltre al congruo periodo transitorio prima della ipotetica messa all'asta delle concessioni prevista dalla Bolkestein, anche il giusto indennizzo. A Roma pure una rappresentanza del Cesb, la cooperativa degli stabilimenti balneari dei Lidi Estensi e Spina, presieduta da Marco Magnani, insieme all'associazione Donnedamare, in piazza con la sua presidente Bettina Bolla. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Luca Grandini, responsabile provinciale di Cna Balneatori, il quale ha ribadito come «la nostra linea, da più di un anno consiste nel portare avanti la piattaforma programmatica nella sede del confronto con il governo, ma anche a livello locale, coinvolgendo le regioni. Deve passare il principio che da anni rivendichiamo, quello del doppio binario, che è l'unico modo per neutralizzare gli effetti devastanti della Bolkestein sulle aziende».

Il doppio binario, caldeggiato anche da Fiba Confesercenti, consiste nel far riconoscere una proroga trenennale ai titolari delle attuali concessioni demaniali, consentendo l'applicazione dell'asta ad evidenza pubblica, imposta dalla direttiva Bolkestein, solo per le concessioni rilasciate ex-novo.
Katia Romagnoli

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