È scontro sulla terza corsia della A13
di Gian Pietro Zerbini
Mentre i sindaci del Bolognese contestano il progetto, il Comune di Ferrara spinge invece per accelerare i tempi
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Sarà ancora una volta un derby tra Bologna e Ferrara. Non stiamo parlando delle sfide all’ultimo canestro nel campionato di basket e nemmeno del possibile confronto futuro nel massimo campionato di calcio - toccando ferro e qualcos’altro - tra biancazzurri e rossoblu.
La sfida con i cugini felsinei questa volta corre sull’autostrada e in particolare sul progetto di costruire la terza corsia nel tragitto tra Bologna Arcoveggio e Ferrara Sud. Poco più di 30 chilometri che secondo il progetto di Autostrade comporterebbe un allargamento della struttura viaria già esistente. Una circostanza questa, da più parti caldeggiata, visto che il traffico negli ultimi anni, anche nei periodi di crisi, è aumentato esponenzialmente lungo la direttrice del Nord Est e in quella ancora più ampia dell’Est Europa. Mentre in certi punti padani dell’A1, ci sono addirittura quattro corsie, la A13 è rimasta inalterata come se ci fosse ancora il traffico degli anni Settanta e la vecchia cortina di ferro con i paesi dell’Est. Logico quindi un adeguamento doveroso di quel tratto di strada che è particolarmente scelto dagli automobilisti ferraresi per i loro spostamenti.
Ecco perché suona come una doccia fredda la protesta dei sindaci del Bolognese, il cui territorio viene attraversato dal tratto più a sud della A13, nei confronti di un progetto che reputano non adatto alle moderne esigenze di mobilità chiedendo anche una compensazione ambientale derivata dalla costruzione della terza corsia e dal possibile maggiore inquinamento. Ma mentre gli amministratori bolognese recriminano e rivendicano un maggiore intervento sul piano delle infrastrutture, da Ferrara arriva invece un appello a fare presto a superare gli ostacoli burocratici, a bruciare le tappe per iniziare quanto prima il cantiere della terza corsia.
È lo stesso assessore alla Viabilità e Lavori pubblici del Comune di Ferrara, Aldo Modonesi, a fare da controcanto alle proteste e alle osservazioni bolognesi e ad indicare la strada per una rapida realizzazione del progetto
«Non è un concetto solo di oggi che lo sviluppo infrastrutturale del nostro comune è a Sud - premette Modonesi - perché è da lì che ci colleghiamo con l’asse di Bologna tra i più strategici del Nord, è da lì che parte la Cispadana e il collegamento con Brennero e da lì anche il collegamento con la statale 16 Adriatica, con il mare e tutto il basso ferrarese e per ultimo con la tangenziale ovest cittadina. Quindi per noi ben venga la terza corsia. Spero che in tempi brevi venga conclusa la procedura ambientale, spero si parta in fretta per allargare questa struttura viaria che lo ripeto per noi è strategica. Quanto ai tempi tecnici spero di vederne la realizzazione con la Cispadana».
Il tratta dell’autostrada che verrà allargato con una nuova corsia aggiuntiva in territorio comunale ferrarese non è molto esteso, ma c’è da considerare l’alto uso che i ferrarese fanno di questa autostrada per cui anche a livello istituzionale c’è l’impegno per fare presto per allargare la A13.
La sfida con i cugini felsinei questa volta corre sull’autostrada e in particolare sul progetto di costruire la terza corsia nel tragitto tra Bologna Arcoveggio e Ferrara Sud. Poco più di 30 chilometri che secondo il progetto di Autostrade comporterebbe un allargamento della struttura viaria già esistente. Una circostanza questa, da più parti caldeggiata, visto che il traffico negli ultimi anni, anche nei periodi di crisi, è aumentato esponenzialmente lungo la direttrice del Nord Est e in quella ancora più ampia dell’Est Europa. Mentre in certi punti padani dell’A1, ci sono addirittura quattro corsie, la A13 è rimasta inalterata come se ci fosse ancora il traffico degli anni Settanta e la vecchia cortina di ferro con i paesi dell’Est. Logico quindi un adeguamento doveroso di quel tratto di strada che è particolarmente scelto dagli automobilisti ferraresi per i loro spostamenti.
Ecco perché suona come una doccia fredda la protesta dei sindaci del Bolognese, il cui territorio viene attraversato dal tratto più a sud della A13, nei confronti di un progetto che reputano non adatto alle moderne esigenze di mobilità chiedendo anche una compensazione ambientale derivata dalla costruzione della terza corsia e dal possibile maggiore inquinamento. Ma mentre gli amministratori bolognese recriminano e rivendicano un maggiore intervento sul piano delle infrastrutture, da Ferrara arriva invece un appello a fare presto a superare gli ostacoli burocratici, a bruciare le tappe per iniziare quanto prima il cantiere della terza corsia.
È lo stesso assessore alla Viabilità e Lavori pubblici del Comune di Ferrara, Aldo Modonesi, a fare da controcanto alle proteste e alle osservazioni bolognesi e ad indicare la strada per una rapida realizzazione del progetto
«Non è un concetto solo di oggi che lo sviluppo infrastrutturale del nostro comune è a Sud - premette Modonesi - perché è da lì che ci colleghiamo con l’asse di Bologna tra i più strategici del Nord, è da lì che parte la Cispadana e il collegamento con Brennero e da lì anche il collegamento con la statale 16 Adriatica, con il mare e tutto il basso ferrarese e per ultimo con la tangenziale ovest cittadina. Quindi per noi ben venga la terza corsia. Spero che in tempi brevi venga conclusa la procedura ambientale, spero si parta in fretta per allargare questa struttura viaria che lo ripeto per noi è strategica. Quanto ai tempi tecnici spero di vederne la realizzazione con la Cispadana».
Il tratta dell’autostrada che verrà allargato con una nuova corsia aggiuntiva in territorio comunale ferrarese non è molto esteso, ma c’è da considerare l’alto uso che i ferrarese fanno di questa autostrada per cui anche a livello istituzionale c’è l’impegno per fare presto per allargare la A13.
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