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Le indagini sulla catena criminale

«Fenomeno del tutto sconosciuto»

«Fenomeno del tutto sconosciuto»

Il questore Sbordone: occorre scoprire se veniva venduta anche qui

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E’ un fenomeno nuovo e pertanto va studiato, valutato e indagato: parola di Antonio Sbordone, questore di Ferrara.
«La riflessione che mi sento di fare come Polizia di Stato dopo la scoperta del capannone nel Ferrarese per la coltivazione di marijuana è basata sul fatto che si tratta di un fenomeno da approfondire appieno, poiché emerge uno spaccato di una realtà che fino ad oggi era del tutto sconosciuta nella nostra provincia e in tutto il centro e nord Italia».
Sì, i capannoni “fabbriche” di marijuana spuntano come funghi dalle indagini e dai blitz da Prato fino al Bolognese e in tutto il Veneto con ben 5 capannoni scoperti nelle ultime settimane, e migliaia e migliaia di piante sequestrate, tanto che si parla di una produzione da 100 chili al mese destinata al mercato del Nord Europa. Da qui la preoccupazione degli inquirenti per nulla nascosta dal questore Sbordone: «Sì, su questi nuovi fatti sono necessari approfondimenti per cui sono in corso indagini poiché è confermata sì la produzione destinata all’estero, al nord Europa ma potrebbe avere anche canali diciamo locali». «Non ho elementi di indagine per dire sì, al momento, ma anche per non escluderli: voglio ricordare che qui combattiamo ogni giorno con fenomeni spiccioli, molto ma molto fastidiosi con una diffusione capillare di queste sostanze e dunque dovremmo avere un impegno maggiore per comprendere dove va a finire la filiera di queste produzioni, locali». Insomma, la droga coltivata nel Mesolano potrebbe poi essere poi piazzata sul mercato provinciale, visti i tanti fatti, piccoli e spiccioli, registrati ogni giorno dalla cronache. «E’ ovvio che ora dovremo approfondire l’intera vicenda di Mesola, noi che come Polizia di Stato e i tanti altri colleghi delle forze dell’ordine che combattiamo sul campo dello spaccio, questa sarà l’occasione per verificare cosa ci sia dietro, dove va a finire la droga prodotta a Mesola». Come riferiscono gli inquirenti, dopo la crisi del tessile la criminalità cinese ha cambiato settore. «Certo da una parte c’è la crisi del settore e allora secondo quanto si sta verificando, la criminalità si sta riciclando, ma ripeto a noi interessa il fenomeno qui a Ferrara, dobbiamo stare qui sul pezzo, dobbiamo capire quale impatto ha sulla nostra provincia un capannone come quello scoperto dagli uomini della mia Squadra mobile». Ma non è anche il frutto della pressione e dei controlli sulle contraffazioni che hanno spinto la criminalità cinese a cambiare settore: «Sicuramente sì, anche questo ha influito, ma adesso ripeto concentriamoci su questo nuovo fenomeno».

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