Nelle stanze del castello tra le macerie del sisma
di Samuele Govoni
A Poggio Renatico messo in sicurezza l’ex municipio. Il restauro inizierà nel 2018 La torre crollata sarà ricostruita: al suo interno un museo ne racconterà la storia
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POGGIO RENATICO. Maggio 2022, questa la data di consegna del “nuovo” castello di Poggio Renatico alla comunità. Le opere di restauro, se tutto procederà secondo i programmi, partiranno la prossima primavera, tra circa un anno. Da lì, occorreranno più o meno quattro anni per riportare alla vita questa struttura la cui stabilità è stata messa a dura prova dal terremoto del 20 maggio 2012. «L’idea è quella di inaugurare l’edificio a dieci anni esatti dalla scossa. C’è tanto lavoro da fare ma non ci spaventa». Sono le parole di Gianni Rizzioli, da trent’anni geometra del Comune di Poggio Renatico. «A gennaio abbiamo effettuato nuove opere di messa in sicurezza perché, anche se non ci sono state scosse, il dissesto di un edificio continua. Questi interventi spianeranno la strada alla prima fase del progetto di recupero, ovvero svuotare la struttura da tutto il materiale ancora presente al suo interno».
La fase di svuotamento durerà diversi mesi; contemporaneamente, tecnici e soprintendenza, ultimeranno il progetto di restauro. A inizio 2018 si entrerà “nel vivo” degli interventi e «se tutto filerà liscio», si procederà di gran carriera fino a fine restauro.
«L’edificio non ospiterà più gli uffici comunali. Il castello di Poggio Renatico sarà un punto di riferimento e aggregazione per la cittadinanza. Al pian terreno - spiega Rizzioli - si insedieranno Usl, Avis, medicina di gruppo e guardia medica. Si creerà dunque un polo che garantirà assistenza medico-sanitaria 24 ore su 24. Il primo piano, invece, sarà totalmente destinato alla cultura. Sei sale andranno alla biblioteca comunale e, quelli che un tempo erano gli uffici, diventeranno le sedi delle associazioni locali come Pro Loco e altre realtà che operano sul territorio. La sala consigliare diventerà una sala di rappresentanza». La torre dell’orologio crollata, uno dei simboli del terremoto dell’Emilia, verrà ricostruita con le stesse dimensioni (sarà alta 26 metri) ma, probabilmente, non sarà realizzata in muratura, bensì con un altro materiale al momento al vaglio della soprintendenza. La torre, secondo i progetti, oltre all’orologio e alle campane, ospiterà al suo interno un museo che possa raccontare alle generazioni future, locali e non, com’era il luogo prima del crollo. Verranno esposte parti della struttura che sono state conservate, le antiche sbarre delle prigioni medievali e altri reperti appartenenti al castello. «Una “chicca” di questo restauro - aggiunge soddisfatto Rizzioli - sono gli imbarcaderi. Anche qui, come nel castello di Ferrara, ci sono stanze sotterranee che passano sotto tutto il perimetro dell’immobile. Pochissime persone fino ad oggi le hanno viste ma noi le recupereremo e le trasformeremo in sale accessibili e visitabili. Al loro interno potremo allestire mostre e rassegne». Il budget per coprire tutti i lavori ammonta a circa 7 milioni di euro, comprensivi sia dei fondi ricevuti dalla Regione Emilia Romagna, sia della copertura assicurativa.
«Qui - chiude il geometra - ci sono ottocento anni di storia. È nostro dovere recuperare e restaurare la struttura per consegnarla alla comunità e alle nuove generazioni. Abbiamo un compito doppio: guardare avanti ma, allo stesso tempo, agire affinché le nostre radici non vengano dimenticate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La fase di svuotamento durerà diversi mesi; contemporaneamente, tecnici e soprintendenza, ultimeranno il progetto di restauro. A inizio 2018 si entrerà “nel vivo” degli interventi e «se tutto filerà liscio», si procederà di gran carriera fino a fine restauro.
«L’edificio non ospiterà più gli uffici comunali. Il castello di Poggio Renatico sarà un punto di riferimento e aggregazione per la cittadinanza. Al pian terreno - spiega Rizzioli - si insedieranno Usl, Avis, medicina di gruppo e guardia medica. Si creerà dunque un polo che garantirà assistenza medico-sanitaria 24 ore su 24. Il primo piano, invece, sarà totalmente destinato alla cultura. Sei sale andranno alla biblioteca comunale e, quelli che un tempo erano gli uffici, diventeranno le sedi delle associazioni locali come Pro Loco e altre realtà che operano sul territorio. La sala consigliare diventerà una sala di rappresentanza». La torre dell’orologio crollata, uno dei simboli del terremoto dell’Emilia, verrà ricostruita con le stesse dimensioni (sarà alta 26 metri) ma, probabilmente, non sarà realizzata in muratura, bensì con un altro materiale al momento al vaglio della soprintendenza. La torre, secondo i progetti, oltre all’orologio e alle campane, ospiterà al suo interno un museo che possa raccontare alle generazioni future, locali e non, com’era il luogo prima del crollo. Verranno esposte parti della struttura che sono state conservate, le antiche sbarre delle prigioni medievali e altri reperti appartenenti al castello. «Una “chicca” di questo restauro - aggiunge soddisfatto Rizzioli - sono gli imbarcaderi. Anche qui, come nel castello di Ferrara, ci sono stanze sotterranee che passano sotto tutto il perimetro dell’immobile. Pochissime persone fino ad oggi le hanno viste ma noi le recupereremo e le trasformeremo in sale accessibili e visitabili. Al loro interno potremo allestire mostre e rassegne». Il budget per coprire tutti i lavori ammonta a circa 7 milioni di euro, comprensivi sia dei fondi ricevuti dalla Regione Emilia Romagna, sia della copertura assicurativa.
«Qui - chiude il geometra - ci sono ottocento anni di storia. È nostro dovere recuperare e restaurare la struttura per consegnarla alla comunità e alle nuove generazioni. Abbiamo un compito doppio: guardare avanti ma, allo stesso tempo, agire affinché le nostre radici non vengano dimenticate».
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