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Appello al Comune contro la processionaria 

di Samuele Govoni
Appello al Comune contro la processionaria 

Il vicesindaco di Portomaggiore: studieremo un sistema per affrontare il disagio Al Caffè con la Nuova gli abitanti mettono sul tavolo i problemi della frazione

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GAMBULAGA. Pregi, difetti, aspetti positivi e aspetti negativi. È di questo che si compone una comunità; di sfaccettature. E il Caffè con la Nuova serve anche a questo, a mettere attorno a un tavolo cittadini e amministrazioni per fare il punto della situazione, capire cosa va e cosa no sul territorio. E ieri, al bar Arci di Gambulaga, settima tappa del giro di incontri organizzati dalla Nuova, sono stati tanti e diversi gli argomenti che si sono affrontati.
Presente, tra gli abitanti della frazione di Portomaggiore, c’era anche il vicesindaco Andrea Baraldi che ha potuto confrontarsi in maniera “informale” ma forse anche per questo più pratica e diretta, con i vari cittadini. All’ordine del l’allarme processionaria. Le amministrazioni si stanno occupando della disinfestazione nei luoghi pubblici, ma i privati come devono comportarsi nei confronti di questo lepidottero che, a causa dell’inverno troppo mite, sta infestando decine e decine di alberi?
«Io – spiega Luca Guidorzi – mi trovo alle prese con questo bruco che non solo danneggia la vegetazione ma rischia anche di creare disagi a persone e animali perché è urticante. Come faccio a eliminare il problema se non ho la disponibilità economica per incaricare, e quindi pagare, una ditta di disinfestazione? Sono previsti aiuti da parte del Comune?».
Il vicesindaco Baraldi a questo proposito, ha spiegato che «sicuramente ci attiveremo per creare una strategia in modo da poter andare in contro alle esigenze dei cittadini. Certo, non possiamo intervenire in maniera indiscriminata. Dobbiamo capire quali sono i privati che necessitano realmente di un nostro sostegno. Gli operai del Comune che si occupano del verde e che stanno contrastando la processionaria potrebbero, trovando il giusto sistema nel rispetto delle regole, intervenire anche su quelle aree private in cui l’emergenza è più alta». Un’altra tematica cara agli abitanti di Gambulaga è quella della raccolta differenziata dei rifiuti. «Purtroppo – afferma Bruno Buzzoni – ci sono degli incivili che non solo scaricano l’immondizia lungo fossi e canali ma, addirittura, sono arrivati a lasciarla nel parcheggio della delizia del Verginese. È vergognoso il gesto di per sé, ma pensare che l’azione di qualche maleducato va a intaccare una bellezza così importante per il nostro territorio, è davvero fastidioso. Anche perché a rimetterci è la comunità tutta». Anche gli altri presenti hanno confermato il problema dell’abbandono abusivo dei rifiuti sottolineando però anche che, con la distribuzione da parte di Area dei sacchi per la raccolta differenziata, qualcosa forse non va. «A me, per esempio, sono arrivati più sacchi per la plastica rispetto a quelli per l’indifferenziata e credo sia un controsenso perché si producono più rifiuti organici e indifferenziati rispetto a quelli di plastica. In più – spiega Buzzoni – il porta a porta sembra aver ottenuto l’effetto contrario: la gente pare meno motivata e meno propensa a dividere i rifiuti».
A questo proposito, sempre Baraldi, spezza una lancia per il Comune. «Nel 2001 solo il 9-10% della popolazione in tutto il territorio comunale faceva la raccolta differenziata, ora sfioriamo l’85%. Significa che le attività di formazione, sensibilizzazione e i controlli, stanno dando i loro risultati. Portomaggiore in questo senso si può definire virtuoso. Purtroppo – ammette – la piaga delle discariche abusive e l’abbandono dei rifiuti è presente anche qui ma stiamo cercando comunque di contrastare il fenomeno anche attraverso sorveglianza e con, nel caso di individuazione dei colpevoli, multe». A differenza di altre località Gambulaga, a detta stessa dei residenti, è ben collegata con il capoluogo comunale e anche con Ferrara. «Il trasporto pubblico funziona. La linea ferroviaria che da Dogato va a Portomaggiore e che ferma proprio al Verginese è una bella iniziativa. Certo, per ora è poco frequentata però ha un potenziale; bisogna educare i fruitori del trasporto pubblico, spiegare loro che il treno passa anche da qui». Ottocento anime a occhio e croce, questi gli abitanti della frazione. Alcune piccole attività resistono nonostante i tempi. La banca e l’edicola hanno abbassato le saracinesche da un po’, i bar non sempre riescono a fare giornata e ci si barcamena un po’ come si può, come conferma la barista Monica Artosi: «Cerchiamo di proporre qualcosa di diverso, organizzare qualche festa o aperitivo anche per smuovere un po’ la situazione ma non ci sono grandi risposte. Hanno spostato le scuole e anche questo è stato un duro colpo per noi; bambini e genitori erano una bella clientela che oggi, è inutile negarlo, manca».
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