Argenta fa prevenzione contro sisma e alluvione
Il geologo Brunaldi: il rischio non va mai dimenticato, vecchi edifici da sistemare Sabato al centro Mercato l’iniziativa per spiegare territorio e misure di intervento
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ARGENTA. «Quando sistemiamo un vecchio edificio, pensiamo a rinnovare il bagno, alla nuova cucina. Ma non si pensa mai che se un edificio non è antisismico è destinato a subire danni in occasione di un terremoto». Raffaele Brunaldi, geologo argentano, è pragmatico e punta il dito su quello che è uno dei problemi del territorio ferrarese, e dell’Argentano in particolare, che ha scoperto di essere anche a rischio sismico alle 4.04 del 20 maggio 2012. Anche se i geologi da tempo invocavano attenzione. E proprio per spiegare ai cittadini la situazione reale del territorio, tra rischio sismico e idraulico, sabato pomeriggio al centro Mercato si tiene l’iniziativa “Preservare la nostra terra salvare la vita”, con Brunaldi che sarà uno dei relatori. «Recentemente il Comune di Argenta ha stilato il Piano speditivo di Protezione civile - spiega Brunaldi, che ha collaborato anche alla definizione del documento - e ora è il momento di divulgarlo, Ed è importante che il Cai e il Lions argentani, sempre attenti al territorio, si siano fatti promotori di questo momento di divulgazione».
Non va dimenticato, ad esempio, che per quanto riguarda il rischio sismico - rileva il geologo argentano - «il territorio del nostro comune è l’unico a essere classificato in zona sismica 2, a differenza di tutto il resto della provincia che è classificato in zona sismica 1. Quindi un territorio a media pericolosità, ma la vulnerabilità dei tanti vecchi edifici è tale che, nonostante i terremoti inferiori a magnitudo 6, i danni sarebbero gravissimi». E non va dimenticato quello che è il rischio idraulico, con Argenta a ridosso dell’argine del Reno, fiume che, nonostante non abbia imponenti dimensioni, ha regimi di piene improvvise: ma in questo caso l’idrovoro «Saiarino - ricorda Brunaldi - sta svolgendo un ruolo egregi. Poi uno “scavalco” degli argini da parte del Reno è pochssimo probabile». Resta il rischio degli allagamenti per l’acqua che arriva dal «Ferrarese, ma il consorzio di bonifica ha fatto parecchi interventi e i nostri centri abitati sono in genere su aree più rilevate». Il problema si pone piuttosto per aree depresse in zone di campagna. «La prevenzione? L’amministrazione comunale argentana e l’Unione dei Comuni hanno fatto tutto quanto è previsto dalla legge - - spiega il geologo argentano - ora quello che manca è parlare del piano ai cittadini e coinvolgerli, per spiegare come correre meno rischi e cosa fare in caso di emergenze».
Ribadendo come siano importanti gli interventi antisismici che il Comune sta portando avanti nelle scuole, Brunaldi sottolinea come «l’ultimo terremoto, quello del 2012, abbia fatto sì che si inizi a parlare di cose che come geologi diciamo da 20 anni: che il Ferrarese non è immune dai terremoti e così questo è il momento buono per portare a sintesi un piano contro le emergenze. Resta il problema degli edifici molto vecchi e di una ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale che non ha guardato a questi aspetti. Poi, se si vuole fare davvero sicurezza, vanno sfatate certe affermazioni, come il fatto che il nostro sottosuolo è di sabbie e argille: non significa niente, l’argilla non attenua, anzi, amplifica l’onda di un sisma....». (al.vin)
Non va dimenticato, ad esempio, che per quanto riguarda il rischio sismico - rileva il geologo argentano - «il territorio del nostro comune è l’unico a essere classificato in zona sismica 2, a differenza di tutto il resto della provincia che è classificato in zona sismica 1. Quindi un territorio a media pericolosità, ma la vulnerabilità dei tanti vecchi edifici è tale che, nonostante i terremoti inferiori a magnitudo 6, i danni sarebbero gravissimi». E non va dimenticato quello che è il rischio idraulico, con Argenta a ridosso dell’argine del Reno, fiume che, nonostante non abbia imponenti dimensioni, ha regimi di piene improvvise: ma in questo caso l’idrovoro «Saiarino - ricorda Brunaldi - sta svolgendo un ruolo egregi. Poi uno “scavalco” degli argini da parte del Reno è pochssimo probabile». Resta il rischio degli allagamenti per l’acqua che arriva dal «Ferrarese, ma il consorzio di bonifica ha fatto parecchi interventi e i nostri centri abitati sono in genere su aree più rilevate». Il problema si pone piuttosto per aree depresse in zone di campagna. «La prevenzione? L’amministrazione comunale argentana e l’Unione dei Comuni hanno fatto tutto quanto è previsto dalla legge - - spiega il geologo argentano - ora quello che manca è parlare del piano ai cittadini e coinvolgerli, per spiegare come correre meno rischi e cosa fare in caso di emergenze».
Ribadendo come siano importanti gli interventi antisismici che il Comune sta portando avanti nelle scuole, Brunaldi sottolinea come «l’ultimo terremoto, quello del 2012, abbia fatto sì che si inizi a parlare di cose che come geologi diciamo da 20 anni: che il Ferrarese non è immune dai terremoti e così questo è il momento buono per portare a sintesi un piano contro le emergenze. Resta il problema degli edifici molto vecchi e di una ricostruzione successiva alla seconda guerra mondiale che non ha guardato a questi aspetti. Poi, se si vuole fare davvero sicurezza, vanno sfatate certe affermazioni, come il fatto che il nostro sottosuolo è di sabbie e argille: non significa niente, l’argilla non attenua, anzi, amplifica l’onda di un sisma....». (al.vin)
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