aumento di capitale
Inchiesta chiusa, pronti gli avvisi
La procura ora decide sui 53 indagati, processo da fissare alla Fiera
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Gli interrogatori sono finiti la settimana scorsa, il fascicolo è chiuso e adesso la procura deve decidere sui 53 indagati legati all’inchiesta sull’aumento di capitale ritenuto fittizio dagli inquirenti. Dopo oltre due anni (l’inchiesta venne aperta nell’autunno 2014) gli ispettori della Guardia di Finanza e i magistrati titolari dell’inchiesta (Stefano Longhi, Barbara Cavallo con la supervisione del procuratore Bruno Cherchi) ora dovranno valutare le posizioni dei 53 indagati che hanno individuato, accusandoli di una serie di reati che vanno dall’aggiotaggio, ai falsi in prospetti, ostacolo alla vigilanza e per finire, il reato che fa da collante e che tiene il fascicolo radicato a Ferrara: la bancarotta patrimoniale per avere raggiunto fittiziamente la quota dei 150 milioni per validare l’aumento di capitale con operazioni illecite di scambio di azioni incrociate tra vecchia Carife e altre quattro banche esterne: PopBari, PopCiviale, Caricesena, e Valsabbina. I pm della procura, tecnicamente, dopo la raffica di avvisi di garanzia dell’estate scorsa e di fine gennaio, ora dovranno depositare l’atto di fine indagine e quindi, attendere i 20 giorni canonici a disposizione delle difese per poi presentare la richiesta di rinvio a giudizio. Quindi l’ufficio indagini preliminari fisserà l’udienza davanti al giudice che si terrà nei padiglioni della Fiera: perchè nel ruolo di parti lese verranno chiamati tutti coloro che hanno sottoscritto le azioni per l’aumento di capitale. Tutti, dal più piccolo azionista al più grande, e sono migliaia e migliaia.
Come ricordiamo tra i 53 indagati coinvolti (i primi 21 di quest’estate e i 33 di un mese fa, uno di questi compare in tutti i due elenchi) vi sono tutti i vertici di vecchia Carife, sindaci e membri del cda di allora (epoca maggio-luglio 2011), due dirigenti tecnici interni che hanno seguito i passaggi dell’operazione, i vertici delle 4 banche e ultimi ma non ultimi (avvisi di un mese fa) 16 tra consiglieri, sindaci e dirigenti di Caricesena e 13 tra consiglieri, sindaci e dirigenti di Banca Valsabbina.
Tra gli indagati vi sono anche due ex vertici di Fondazione Carife, così anche i vertici della società Carife Sei, cassaforte dei beni immobiliari della banca.
La maggior parte degli indagati - come ricordiamo - convocati in procura nei mesi e nelle settimane scorse, non hanno risposto agli interrogatori. Alcuni membri dei vari cda (Carife e altre banche) e pochi altri, invece, avrebbero chiarito posizioni e ruoli: ora di questo mare di carta tra documenti, atti, verbali di interrogatorio - la procura dovrà fare una selezione: gli avvisi di fine indagine sono attesi nelle prossime settimane.
Come ricordiamo tra i 53 indagati coinvolti (i primi 21 di quest’estate e i 33 di un mese fa, uno di questi compare in tutti i due elenchi) vi sono tutti i vertici di vecchia Carife, sindaci e membri del cda di allora (epoca maggio-luglio 2011), due dirigenti tecnici interni che hanno seguito i passaggi dell’operazione, i vertici delle 4 banche e ultimi ma non ultimi (avvisi di un mese fa) 16 tra consiglieri, sindaci e dirigenti di Caricesena e 13 tra consiglieri, sindaci e dirigenti di Banca Valsabbina.
Tra gli indagati vi sono anche due ex vertici di Fondazione Carife, così anche i vertici della società Carife Sei, cassaforte dei beni immobiliari della banca.
La maggior parte degli indagati - come ricordiamo - convocati in procura nei mesi e nelle settimane scorse, non hanno risposto agli interrogatori. Alcuni membri dei vari cda (Carife e altre banche) e pochi altri, invece, avrebbero chiarito posizioni e ruoli: ora di questo mare di carta tra documenti, atti, verbali di interrogatorio - la procura dovrà fare una selezione: gli avvisi di fine indagine sono attesi nelle prossime settimane.
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