Randstad, il lavoro si trova con lo “speed date”
di Marcello Pulidori
Ieri pomeriggio 30 giovani si sono presentati nella filiale ferrarese dell’agenzia Il colloquio rapido diventa così l’ultima frontiera per chi cerca occupazione
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La filiale di Ferrara è aperta dal 2001, tanto che pare quasi che questa multinazionale della ricerca lavoro sia una novità. Ma non lo è affatto. La Randstad (sede legale in Olanda) ha stupito un po’ tutti, ieri pomeriggio nei suoi uffici di corso Isonzo. Fare selezione del personale davanti ad un aperitivo. La missione della Randstad è aiutare chi non ha un lavoro a trovarlo. Semplice a dirlo, meno a spiegarlo. Ed ancor meno a farlo. Ieri si sono presentati in 30 (giovani in prevalenza) per sottoporsi allo speed date, il solito termine inglese che vuol dire appuntamento veloce. Ti siedi, rispondi alle prime domande anagrafiche, e poi il colloquio s’inerpica sui sentieri delle competenze di ognuno. Ci aiuta il direttore della filiale, Giancarlo Molendini, «ma scriva, per favore - ci dice - che la mia qualifica si chiama unit manager». Obbediamo. Mentre obbediamo entrano nell’ufficio 3 giocatori della Spal: Nicolas Giani, Michele Cremonesi e Simone Pontisso. Cosa ci fanno qui? L’interrogativo dura il tempo di uno sbatter di ciglia: la Randstad da 3 anni è uno degli sponsor della Spal. Trascorrono altri 2 minuti, e dalla stessa porta che volge su corso Isonzo entra Francesco Colombarini, storico capostipite della famiglia di imprenditori di Masi San Giacomo nonché patron della Spal capolista che ormai, assieme ad una città intera, sta cullando un solo sogno: la serie A. Colloquio di lavoro, aperitivo e quattro chiacchiere con i 3 calciatori bianco-azzurri. Pare che il cocktail funzioni. Entusiasmo, sogni, sorrisi e ottimismo. Intanto, appunto, i colloqui di lavoro proseguono: sei ragazze molto professionali ma anche loro sempre col sorriso dialogano con gli aspiranti lavoratori. Ogni tavolo un colloquio. Si sarebbe portati a pensare che il frastuono disturbi i candidati, ma alla fine non è così. Anzi, il rumore diventa una specie di muro che consente al candidato di interloquire soltanto con l’addetto Randstad. È strano, ma è così. Strano, per la verità, è anche il percorso seguito dalla multinazionale. Ma va spiegato. Un esempio aiuta: se la Randstad ha a disposizione 5 saldatori (si opera in tutti settori, anche nella ristorazione) questi vengono sottoposti al cliente che li sta cercando. Particolare importante: il lavoratore, in questo caso il saldatore, diventa dipendente della Randstad (dalla quale riceve anche il compenso che gli spetta), che lo manda a lavorare dal cliente. Poi, chiaramente, c’è un accordo commerciale a monte tra Randstad e cliente. Solo a Ferrara la multinazionale ha oggi 200 dipendenti (a tempo indeterminato e determinato). I settori per i quali c’è più richiesta sono due: il metalmeccanico e quello della ristorazione. «In sostanza - sussurra Molendini - siamo l’evoluzione della vecchia agenzia interinale». Poi cambiano le leggi, e così cambiano anche i nomi delle cose. La Randstad nel mondo è presente in 39 Paesi, ha 4.752 filiali e 32 mila dipendenti. Tutto questo ben di Dio con lo speed date. Chi l’avrebbe detto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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