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Spaccio, furti e rapine: banda in manette

La droga e il denaro sequestrati
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La droga e il denaro sequestrati

Progettavano un altro caso-Tartari, incastrati dai carabinieri dopo un'indagine di mesi. In carcere una famiglia napoletana trapiantata nel Copparese e una badante-basista. Tra gli arrestati anche un giocatore del Tresigallo calcio

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FERRARA. Poteva essere un altro caso Tartari. Un gruppo criminale, grazie alle informazioni fornite da una domestica, progettava di sequestrare, picchiare e rapinare un commerciante di Tresigallo. Se il piano è fallito, è perché la banda era già da tempo nel mirino dei carabinieri della Compagnia di Copparo, che da ottobre stavano indagando su una vasta attività di spaccio. Attraverso le intercettazioni, gli inquirenti hanno scoperto il piano dei malviventi e lo hanno sventato, intervenendo con le pattuglie tutte le volte che la banda stava per entrare in azione.

Questo accadeva a metà dicembre, ma in tutti questi mesi i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante, hanno raccolto numerosi altri elementi a carico della banda, fino a ottenere dal gip Piera Tassoni cinque ordinanze di custodia cautelare, eseguite nella mattinata di oggi (16 marzo) per spaccio e reati contro il patrimonio. Una banda - hanno spiegato in conferenza stampa il colonnello Marco De Martino, Comandante del Nucleo operativo dei carabinieri di Ferrara, il capitano Giorgio Feola, Comandante della Compagnia di Copparo, il luogotenente Domenico Marletta, Comandante del Norm di Copparo e il maresciallo capo Giovanni Diurno, Comandante della stazione di Tresigallo – ritenuta di altissima pericolosità sociale.

Cinque le persone finite in carcere. Tre appartengono alla famiglia Lomasto, originaria di Napoli e di recente trasferita a Tresigallo. Il padre Giuseppe, 53 anni, pregiudicato, membro di spicco del clan camorristico Alleanza di Secondigliano, era già nel carcere dell’Arginone dopo essere stato arrestato il 14 febbraio dalla questura di Napoli per una precedente condanna a dieci anni di carcere – diventata definitiva – per spaccio di droga. Gli altri quattro componenti sono stati invece arrestati all’alba di oggi, nel corso di un’operazione condotta dal Comando provinciale dei carabinieri di Ferrara (Compagnia di Copparo), con la collaborazione dei colleghi di Secondigliano e le unità cinofile di Bologna e Poggio Renatico: si tratta dei due figli di Giuseppe: Francesco, 34 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine, rintracciato a Napoli a casa di parenti; Emanuele, 20 anni, noto giocatore della squadra di calcio del Tresigallo, agli arresti domiciliari in quanto incensurato; incensurata, ma condotta in carcere per la sua pericolosità criminale Halyna Yaichnyk, ucraina di 45 anni, che non solo metteva a disposizione dei complici l’auto e l’abitazione, ma forniva loro importanti “dritte” per compiere furti e rapine, approfittando del suo ruolo di badante e domestica e ingannando la buona fede dei suoi datori di lavoro .

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La donna sapeva carpire la fiducia dei suoi clienti, che spesso le consegnavano addirittura le chiavi di casa: parecchi mazzi sono stati trovati nella sua auto. Halyna fotografava nelle case gli oggetti di valore, che poi inviava via whatsapp al resto della banda, accompagnate dai consigli sui giorni e gli orari più propizi per entrare in azione. La donna è stata arrestata nelle vicinanze di corso Giovecca a Ferrara, mentre svolgeva il suo compito di badante presso una famiglia. Il quinto arrestato è Maurizio Morra, 36 anni, napoletano, arrestato nel capoluogo campano a casa della fidanzata. Era lui, secondo gli inquirenti, a portare la droga da Napoli nel Ferrarese.

Proprio dall’attività di spaccio è partita l’indagine “Piazza Novecento”, nell’ottobre scorso. Era infatti Tresigallo, città del Novecento, la “piazza” che i malviventi volevano conquistare per lo spaccio. Numerose segnalazioni di cittadini avevano indotto i carabinieri ad avviare una serie di accertamenti: filmati, registrazioni e intercettazioni che hanno portato a individuare i componenti della banda, che si serviva di una rete di otto pusher per smerciare la droga in locali frequentati da giovani. Proprio seguendo questo filone i carabinieri avevano arrestato, nel dicembre scorso, due spacciatori, sequestrando 2,2 chili di droga tra hashish e marijuana e 10mila euro. Ancora pesci piccoli, però. Che peraltro venivano tenuti in scacco dalla banda con metodi intimidatori, come dimostra l’episodio avvenuto il 1 dicembre scorso al circolo Arci “Al solito posto” di Tresigallo, quando Francesco Lomasto sparò un colpo in aria con una pistola scacciacani. Era un avvertimento ai suoi “dipendenti”, perché non sgarrassero nella loro attività di pusher. La droga però non era l’unico campo di azione della banda, come i carabinieri hanno appurato nei mesi di indagine.

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Oltre alla rapina sventata ai danni del commerciante di Tresigallo, i militari hanno captato un furto ai danni di un dirigente Carife, avvenuto a Ferrara il 16 dicembre. Era stata Halyna a fare da basista, e i malviventi erano stati abbastanza furbi da simulare uno scasso nonostante avessero una copia delle chiavi di casa. Nell’abitazione del professionista avevano rubato orologi antichi e statue per un valore di circa 5000 euro, ma non sapevano di avere già alle calcagna i carabinieri. L’auto della banda era stata dunque fermata poco dopo, come un normale controllo stradale, ed era stata “scoperta” la refurtiva. “L’abbiamo presa a un mercatino”, si erano giustificati loro, e i militari avevano finto di crederci, sequestrando comunque il bottino come materiale di provenienza dubbia. La banda pensava di essersela cavata, ma il cerchio stava ormai per stringersi. Il giro di vite è arrivato con la scoperta del piano per sequestrare e rapinare il commerciante di Tresigallo. Oggi è scattato il blitz, con perquisizioni che hanno portato tra l’altro a rinvenire la pistola scacciacani usata per il colpo di avvertimento al bar Arci.

Alessandra Mura

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