L'inferno di via Rambaldi, agli arresti in casa per un anno con il braccialetto elettronico
Il picchiatore Carlo Dedoni, ha patteggiato un anno di pena e gli arresti domiciliari: non potrà uscire da casa sua, nemmeno in cortile. I vicini: "Sentenza corretta, ma per noi è una tortura e ancora una codanna averlo qui"
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FERRARA - Dovrà restare agli arresti domiciliari per un anno, con il braccialetto elettronico: Carlo Dedoni, il residente di una casa in via Rambaldi - al centro ormai da anni di liti, contrasti, denunce offese e aggressioni con tutti gli abitanti del quartiere - ha patteggiato la pena di un anno di reclusione per aver picchiato a sangue il vicino di casa Gian Roberto Luzi, 61 anni, a seguito dell’ennesima lite.
Luzi è ricoverato in ospedale - 25 giorni di prognosi - e proprio per il reato di lesioni gravi Dedoni è stato processato e “condannato”.
In aula, Dedoni ha spiegato al giudice Sandra Lepore che ormai sono 20 anni che subisce di tutto, dalle offese (“terrone e nano di m...”) e tanto altro, volendo passare lui per vittima e perseguitato, e spiegando il tutto perchè «i vicini sono invidiosi che mi sono costruito la casa, non ci credevano perchè giravo con una macchina scassata” .
Dedoni, così ha ordinato il giudice, dovrà indossare il braccialetto elettronico e non si potrà muovere dalla casa, nemmeno andare in cortile o in giardino: pena la denuncia per evasione e quindi l’aggravante del trasferimento in carcere.
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All’udienza davanti al pm Stefano Antinori e al difensore d’ufficio di Dedoni, l’avvocato Giovani Sorgato, si è costituita parte civile la moglie di Luzi, Maria Rita Volpi assistita dall’avvocato Patrizia Micai che ha spiegato: «Dal punto di vista giuridico questa sentenza è perfetta (per il tipo di reato, lesioni gravi, non si può fare molto di più giuridicamente in quanto pena, ndr) anche se per noi vicini per sarà sempre una condanna. E allora ci chiediamo in modo diretto, occorre che ci debba scappare il morto per trovare soluzioni più adeguate al problema»?
Per questo motivo, alla luce del fatto che Dedoni è sotto processo per stalking di quartiere, il legale di Luzi e della Volpi annuncia che «la prossima settimana depositerò in procura la richiesta di un provvedimento in carcere vista la pericolosità di Dedoni».
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