Coriandoli e querele Anche il Guercino si tutela
I vincitori del Carnevale: coperti di accuse e fango, ci rivolgiamo ai legali I carristi delle altre società: amareggiati dalle polemiche del Risveglio
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CENTO. È sempre più incandescente il clima del dopo Carnevale. Dopo l'annuncio di denunce e controdenunce tra la società Risveglio e l'organizzazione Manservisi Cento Carnevale d'Europa e Manservisi Eventi, anche I Ragazzi del Guercino, incoronati domenica vincitori della manifestazione, stanno valutando le vie legali per tutelarsi «da chi getta fango su di noi». E tutto mentre le altre società sono amareggiate dalle polemiche sollevate dal Risveglio: «A rimetterci in realtà, è l'immagine del Carnevale e di chi, come noi, lo ama».
Impegnati ad organizzare il funerale delle società carnevalesche (forse venerdì 24 marzo), I Ragazzi del Guercino respingono gli attacchi nei loro confronti: «Stiamo affrontando le contestazioni a testa alta - spiega il presidente Luca Pedrazzi - , perché riteniamo che il nostro primo premio sia stato meritato. Mentre chi, come il Risveglio, continua a non rassegnarsi, non fa che cadere nel ridicolo. Noi stessi siamo stati accusati d'essere colpevoli d'aver distrutto il modellino del carro d'apertura, cosa che, in quanto carristi, non avremmo mai fatto. Attendiamo di vedere i tanto annunciati filmati dal Risveglio, che inchioderebbero i responsabili». Stanchi di essere presi di mira, I Ragazzi del Guercino valutano se rivolgersi a un legale: «Riteniamo giusto respingere accuse, offese, provocazioni e attacchi diretti e scritti, da parte di chi, invece di fare un'analisi di coscienza, sta buttando fango contro tutti, contro di noi, contro l'organizzazione Manservisi, contro il sindaco Toselli. Riteniamo che la gestione della giuria e delle votazioni sia stata seria e ci sia stata la massima volontà da parte del Comune, di venire incontro con trasparenza a noi carristi. Siamo veramente amareggiati che tutti gli anni il Carnevale venga rovinato in questo modo».
La società Toponi (seconda ) dal suo canto ritiene di «stare fuori dalle polemiche, dalle battaglia fatte di denunce e controdenunce, che non fanno altro che offuscare un'edizione straordinaria. Del resto, anche a noi l'anno scorso, vincitori dell'edizione 2016, è capitata la stessa cosa: siamo stati denigrati, dal Risveglio e da altri, in ogni modo e soprattutto sui social. Per questo, capiamo benissimo cosa sta succedendo, ma noi abbiamo scelto di tacere e mandare giù. Da questo disagio, è nato il nostro carro che si è schierato contro l'utilizzo dei social».
A ritenere che il premio conquistato dai Ragazzi del Guercino sia meritato, è la società Sculason Che Riscatto, terza sul podio e vincitrice del premio speciale per i costumi, con il presidente Andrea Borghi: «Quello del Guercino, un gran bel carro, mentre noi tenevamo in particolare al riconoscimento dei costumi e delle coreografie». E in merito alla contestazione rilevano che «è il secondo anno che le polemiche vanno ad offuscare l'ottimo risultato della manifestazione». Lanciare accuse come sta facendo il Risveglio, è per Borghi, «un vero e proprio danno per l'immagine del Carnevale. Il rischio è che l'evento cada nel ridicolo. Per questo, sarebbe opportuno che, chi non riesce ad accettare il responso della giuria, a meno che non sia primo, faccia un'esame di coscienza e valuti se davvero sia il caso di continuare a sfilare». Dopo aver preso atto della classifica, i Mazalora (quinti e vincitore del premio per il gettito), il presidente Paolo Zanarini prende le distanze: «Siamo alle solite. Accuse e polemiche che non mi spiego e non mi interessano. Dispiace perché come sempre chi ci rimette è il carnevale. Noi guardiamo avanti». (b.b.)
Impegnati ad organizzare il funerale delle società carnevalesche (forse venerdì 24 marzo), I Ragazzi del Guercino respingono gli attacchi nei loro confronti: «Stiamo affrontando le contestazioni a testa alta - spiega il presidente Luca Pedrazzi - , perché riteniamo che il nostro primo premio sia stato meritato. Mentre chi, come il Risveglio, continua a non rassegnarsi, non fa che cadere nel ridicolo. Noi stessi siamo stati accusati d'essere colpevoli d'aver distrutto il modellino del carro d'apertura, cosa che, in quanto carristi, non avremmo mai fatto. Attendiamo di vedere i tanto annunciati filmati dal Risveglio, che inchioderebbero i responsabili». Stanchi di essere presi di mira, I Ragazzi del Guercino valutano se rivolgersi a un legale: «Riteniamo giusto respingere accuse, offese, provocazioni e attacchi diretti e scritti, da parte di chi, invece di fare un'analisi di coscienza, sta buttando fango contro tutti, contro di noi, contro l'organizzazione Manservisi, contro il sindaco Toselli. Riteniamo che la gestione della giuria e delle votazioni sia stata seria e ci sia stata la massima volontà da parte del Comune, di venire incontro con trasparenza a noi carristi. Siamo veramente amareggiati che tutti gli anni il Carnevale venga rovinato in questo modo».
La società Toponi (seconda ) dal suo canto ritiene di «stare fuori dalle polemiche, dalle battaglia fatte di denunce e controdenunce, che non fanno altro che offuscare un'edizione straordinaria. Del resto, anche a noi l'anno scorso, vincitori dell'edizione 2016, è capitata la stessa cosa: siamo stati denigrati, dal Risveglio e da altri, in ogni modo e soprattutto sui social. Per questo, capiamo benissimo cosa sta succedendo, ma noi abbiamo scelto di tacere e mandare giù. Da questo disagio, è nato il nostro carro che si è schierato contro l'utilizzo dei social».
A ritenere che il premio conquistato dai Ragazzi del Guercino sia meritato, è la società Sculason Che Riscatto, terza sul podio e vincitrice del premio speciale per i costumi, con il presidente Andrea Borghi: «Quello del Guercino, un gran bel carro, mentre noi tenevamo in particolare al riconoscimento dei costumi e delle coreografie». E in merito alla contestazione rilevano che «è il secondo anno che le polemiche vanno ad offuscare l'ottimo risultato della manifestazione». Lanciare accuse come sta facendo il Risveglio, è per Borghi, «un vero e proprio danno per l'immagine del Carnevale. Il rischio è che l'evento cada nel ridicolo. Per questo, sarebbe opportuno che, chi non riesce ad accettare il responso della giuria, a meno che non sia primo, faccia un'esame di coscienza e valuti se davvero sia il caso di continuare a sfilare». Dopo aver preso atto della classifica, i Mazalora (quinti e vincitore del premio per il gettito), il presidente Paolo Zanarini prende le distanze: «Siamo alle solite. Accuse e polemiche che non mi spiego e non mi interessano. Dispiace perché come sempre chi ci rimette è il carnevale. Noi guardiamo avanti». (b.b.)
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