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Far west sul Logonovo Tre pescatori condannati

Far west sul Logonovo Tre pescatori condannati

LIDO ESTENSI. Un anno ad Alessio Miozzi per pesca abusiva, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni; 10 mesi a Giuseppe Di Mauro e Tomaso Gagliano per pesca abusiva e resistenza. È la condanna...

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LIDO ESTENSI. Un anno ad Alessio Miozzi per pesca abusiva, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni; 10 mesi a Giuseppe Di Mauro e Tomaso Gagliano per pesca abusiva e resistenza. È la condanna inflitta ieri dal tribunale ai tre pescatori di frodo che, scoperti dal Corpo Forestale mentre rubavano vongole in una zona vietata di Casal Borsetti, prima fuggirono e poi ingaggiarono un violento scontro con i militari a Lido Estensi, all’interno del canale Logonovo. Un vero “far west del mare” andato in scena il 23 luglio del 2015 davanti ai bagnanti esterrefatti e impauriti per quella lotta senza esclusione di colpi.
Tutto era cominciato nel pomeriggio quando gli uomini del Corpo forestale notarono una barca pescare al largo di Casal Borsetti in zona vietata. I pescatori una volta scoperti avevano acceso i motori e si erano diretti a tutta forza verso Lido Estensi, dove però erano stati raggiunti e fermati all'interno del canale Logonovo, e quindi costretti a ormeggiare. I tre pescatori fermati, tutti con precedenti anche se di poco conto, avevano quindi iniziato una violenta resistenza e hanno perfino versato del combustibile sulla barca minacciando di incendiarla.
Approfittando di un momento di distrazione erano quindi scesi e avevano iniziato a scappare verso i Bagni Vascello e Marfisa ma sono erano raggiunti, fermati e denunciati per la resistenza e le minacce (brandendo un remo). Il tutto, come dicevamo, di fronte ai bagnanti:. In aiuto del Corpo Forestale erano intervenuti anche i carabinieri, e uno dei militari nel corso della colluttazione di era fratturato un dito. Da qui anche l’accusa di lesione a carico di Miozzi. L’imputato, difeso dall’avvocato Favrizio Carletti, è stato condannato a un anno, per Di Mauro e Gagliano, difesi dagli avvocati Sagnolari e Pierotti, il conto è arrivato a dieci mesi di reclusione.

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