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Lamborghini Calor Si apre uno spiraglio per lo stabilimento 

Lamborghini Calor Si apre uno spiraglio per lo stabilimento 

Dosso, il progetto di riqualificazione dei sindacati ha trovato l’assenso da parte del gruppo veronese 

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DOSSO. C’è uno spiraglio importante per lo stabilimento dossese Lamborghini Calor di proprietà del gruppo Ferroli. Ieri nel quartier generale di San Bonifacio di Verona i segretari provinciali Sandra Rizzo (Fim-Cisl) e Samuele Lodi (Fiom-Cgil), presenti unitamente alle Rsu di fabbrica, Enrico Ciampa, Miriam Tartari e Nadia Malaguti, hanno illustrato ai dirigenti dello stabilimento scaligero il progetto di riqualificazione della fabbrica di Dosso realizzato dall’Anpal, l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro che è subentrata lo scorso anno a Italia Lavoro S.p.A. e all’istituto Politecnico di Milano. Tale progetto prevede la riqualificazione del sito, dove sono atualmente occupati un’ottantina di addetti, che dovrà fungere da logistica e ricambistica oltre alla lavorazione dell’assemblaggio dei bruciatori. Contestualmente anche i sindacati veronesi hanno presentato il loro piano che riguarda la riqualificazione delle vecchie fonderie e la messa in opera di varie linee. «L’assenso da parte del gruppo a questo progetto costituisce una tappa molto importante - ha affermato Sandra Rizzo - ora ci saranno i passaggi istituzionali per quanto ci riguarda alla Regione Emilia-Romagna. Certo occorrerà del tempo. Il problema è che entro novembre terminerà la cassa integrazione e si dovrà dimostrare al ministero che non ci sarà una cessazione di attività ma una riqualificazione dello stabilimento ad andremo a chiedere il prolungamento della cassa integrazione che a quel punto, di fronte ad un progetto concreto, il ministero dovrà garantire per un altro anno il proseguimento degli ammortizzatori sociali».
Dallo scorso anno il gruppo Ferroli presenta una nuova compagine azionaria che vede il fondo Oxy con il 60% delle quote e la famiglia Ferroli con il 40%». Il piano industriale del gruppo prevede un rafforzamento dell’attività nell’area di San Bonifacio, dove si trova la sede centrale dell’azienda e dove sono attivi oltre 800 dipendenti. A questi si aggiungono gli 80 lavoratori di Dosso, i i 60 dello stabilimento di Casole d’Elsa, nel Senese, e i 180 di Alano di Piave, nel Bellunese. Il gruppo si è dato cinque anni di tempo per il rilancio. per tornare a giocare un ruolo di primo piano nel settore termomeccanico.(m.bar.)

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