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«Per il concorso infermieri abbiamo 10.200 iscritti» 

«Per il concorso infermieri abbiamo 10.200 iscritti» 

L'ospedale di Cona verrà potenziato: parola del dg del S. Anna, Carradori. Gli infermieri già in servizio con contratti a scadenza dopo la graduatoria verranno assunti a tempo indeterminato «E a Cona altri 16 posti letto ordinari».
Ma la migrazione verso il Veneto alla sanità ferrarese costa 45 milioni l’anno

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FERRARA. Sedici posti letto in più da aggiungere ai sedici attivati a dicembre. La riorganizzazione del pronto soccorso per ricavare altri sei ambulatori per ridurre i tempi di attesa. L’assunzione di tre medici per il pronto soccorso (un bando cercherà di reclutarli entro pochi mesi tra i nuovi diplomati in uscita dalla scuola di specialità di Unife) da aggiungere ai tre arruolati nella Medicina di urgenza e nella Chirurgia di urgenza. L’assunzione a tempo indeterminato di infermieri già in servizio (con contratti a scadenza) tramite una graduatoria che sarà redatta dopo un concorso in programma a Ferrara e che ha totalizzato 10.200 iscritti.


«Ci stiamo organizzando per svolgerlo entro la fine dell’anno - ha annunciato ieri il direttore generale dell’azienda Sant’Anna, Tiziano Carradori, ma non sarà un’impresa facile». Il dg dell’azienda ospedaliera ha riferito in commissione consiliare assieme al direttore sanitario del Sant’Anna, Eugenio di Ruscio, e al direttore sanitario dell’Asl, Mauro Marabini, sull’emergenza ricoveri che ha comportato nelle prime settimane dell’anno il rinvio di alcune decine di interventi chirurgici di routine (colecisti, ernie etc.) per mancanza di posti letto. Trentacinque gli interventi rinviati, che l’ospedale ha riprogrammato. E quaranta i posti letto in più che ha dovuto reperire sfruttando al massimo la capienza di tutti i reparti nei giorni di picco.

I 16 posti letto in più che avremo da fine marzo - ha dichiarato Carradori - dovrebbero consentire alla sanità provinciale di ridurre anche il ricorso alle case di cura convenzionate, che possono ricoverare - su richiesta delle aziende sanitarie - fino a 8 pazienti al giorno, numero cresciuto fino a 12 nella fase dell’emergenza. I numeri, esposti dai direttori sanitari, hanno confermato che l’apertura dell’ospedale di Cona e la chiusura di tre ospedali in provincia (Comacchio, Copparo e Bondeno) hanno fatto lievitare l’afflusso di pazienti a Ferrara dalla provincia, in particolare dal basso e dall’alto ferrarese.

Nel 2016 si sono registrati circa 2.300 accessi in più rispetto al 2015 e solo a dicembre il “gap” positivo rispetto a 12 mesi prima è stato di 329 unità. Il tasso di occupazione dei posti letto al Sant’Anna è cresciuto dal 79,3% (2011) all’88.4% (2016) consentendo un uso più intensivo dei posti letto ma rendendo anche l’ospedale più fragile di fronte alle possibili impennate della domanda di ricoveri, come è avvenuto tra dicembre e gennaio, anche a causa dell’anticipo del picco dell’influenza. Uno dei dati critici su cui si è concentrata l’attenzione generale è quello della mobilità passiva, cioè i pazienti che si rivolgono a strutture sanitari fuori provincia e fuori regione.

Sono circa 6.500 all’anno (circa 4.500 verso il Veneto, 2mila dei quali verso due sole case di cura, a S. M. Maddalena e Porto Viro); il picco si è raggiunto nel 2005, con 7.300. Il costo di questa “migrazione” per la sanità ferrarese è di 45 milioni di euro l’anno. I direttori hanno risposto alle domande di alcuni consiglieri (Bianchini, Morghen, Fornasini, Guzzinati). Carradori ha detto che «alcune unità operative ora “sdoppiate” saranno accorpate e avranno un solo direttore» e «chi dice che Ferrara perderà delle funzioni specialistiche racconta falsità. Noi abbiamo chiesto alla Regione di mantenerle tutte a Ferrara».

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