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«Poste Italiane, diciamo no alla privatizzazione»  

di Marcello Pulidori
«Poste Italiane, diciamo no alla privatizzazione»  

Il presidio ieri mattina davanti allo storico palazzo di viale Cavour 27 Per contrastare il progetto che vorrebbe privatizzare la grande azienda

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Un presidio per dire no alla privatizzazione di Poste Italiane, la più grande azienda di servizi presente in Italia. È stato effettuato ieri mattina di buon’ora da Cisl, Cgil e Cisal per contrastare un progetto che, come si legge nel volantino distribuito dai sindacalisti davanti allo storico palazzo di viale Cavour 27, «è già arrivato in Parlamento e al Governo che stanno discutendo in merito alla completa privatizzazione di Poste Italiane. Una operazione - spiegano i sindacati - che andrebbe a totale discapito della qualità del servizio postale e che sostanzialmente penalizzerebbe gli utenti. Per questo - dice ancora il volantino - Poste Italiane deve rimanere sotto il controllo pubblico per poter continuare a garantire i servizi a favore dei cittadini ed alle imprese in tutto il territorio nazionale. Con la vendita sarebbero, infatti, a rischio anche i prodotti finanziari di Poste che, pur con redditi minimi, sino ad oggi sono stati garantiti dal Governo italiano. Garanzie che non potrebbero essere mantenute con la trasformazione di Poste in banca vera e propria, prodotti che subirebbero inevitabilmente i rischi e le dinamiche della speculazione finanziaria che tanti danni ha prodotto alle economie delle famiglie e delle imprese. Il processo di privatizzazione sta sottraendo risorse ed attenzioni - dicono ancora i sindacati - al recapito, vero core business di Poste Italiane che deve garantire il servizio universale a tutti i cittadini sia per le sovvenzioni che riceve dallo Stato sia per l’obbligo imposto dalle direttive comunitarie che garantiscono un diritto di cittadinanza per l’intera collettività». Insomma, un duro no dei sindacati alla svendita di Poste Italiane, quello che è stato poi lo slogan principale del presidio di ieri mattina. D’altro canto non sono poche le criticità sorte nell’ultimo periodo, come ad esempio il progetto di consegna a giorni alterni della posta che ha causato non pochi problemi, e la denuncia contro una privatizzazione che mette a rischio oltre 140 mila posti di lavoro. Il volantinaggio di ieri ha richiamato l’attenzione di molti cittadini che, alle 9,15, transitando davanti alle Poste hanno chiesto ai sindacalisti spiegazioni sul presidio.
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