Disabilità, arriva il piano contro tutte le barriere
di Marcello Pulidori
Un ufficio apposito, corsi di formazione e una campagna senza frontiere Così il Comune sta abbattendo gli ostacoli che penalizzano le persone con disagi
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Barriere architettoniche, odiate barriere architettoniche. Ferrara, come tutte le città di derivazione medievale, ne è purtroppo piena. Negli anni molti di questi ostacoli, soprattutto per le persone portatrici di disabilità, ne sono stati abbattuti parecchi. Il Comune di Ferrara, nelle varie amministrazioni che si sono succedute, non ha badato a spese pur di annullare i punti neri (salite, gradini, ostacoli di vario genere) presenti in città. Impresa non facile, ma certo possibile. A spiegarci cosa sta facendo questa amministrazione ci è venuto in soccorso Fausto Bertoncelli, dirigente dell’Uba, Ufficio Benessere Ambientale del Comune, appunto. È lui il nostro speciale Cicerone tra le vie e viuzze del centro storico di Ferrara, ed anche sul Listone, come vedremo tanto vecchio quanto a norma.
«Stiamo cercando di fare un passo in avanti nella filosofia della battaglia, chiamiamola così, contro le barriere architettoniche - dice Bertoncelli - . Le barriere ci sono, purtroppo ci son o ancora: la novità vera è il rapporto nuovo che serve con chi costruisce. Vale a dire: tutti i nuovi edifici dovranno essere costruiti rispettando l’abbattimento di ogni barriera architettonica. È questa - dice Bertoncelli - la novità, la nuova puntata».
Per fare questo il Comune (Bertoncelli è uno dei docenti) sta organizzando vere e proprie lezioni dove gli “studenti” sono i tecnici (interni ed esterni) di cui il Comune si avvale per svolgere i lavori, esempio un cantiere. «Saranno - spiega Bertoncelli - corsi di formazione, con vere prove fatte da persone in carrozzina e altre effettuate grazie alla disponibilità di persone non vedenti». Il tour e l’inchiesta partono, per questa prima puntata, da via San Romano, una delle vie più antiche di Ferrara e da sempre a fortissima vocazione commerciale. Piena di negozi, di quasi tutte le tipologie merceologiche. Uno dei primi negozi, “Pane e condimenti”, al civico 25, è perfettamente a norma: «Vedete - illustra Bertoncelli - , qui non c’è nulla da fare, non occorre intervenire in quanto c’è già una situazione a norma. Dirò di più - prosegue il dirigente Uba - : non soltanto c’è la salita con pendenza del 5% tale da consentire ad una carrozzina di entrare, ma c’è anche la porta che si apre automaticamente». Grazie, ed arrivederci. Non tutta Ferrara però è come “Pane e condimenti”. Basta guardarsi alle spalle, difatti, per incontrare un ostacolo grande come una casa, nel senso che è (per tutti) impossibile non accorgersene. Si tratta dei dissuasori verticali installati dal Comune per scoraggiare l’ingresso dei veicoli. Sta di fatto che questi dissuasori da una parte dissuadono e dall’altra costituiscono un pericoloso intralcio per chi è in carrozzina o, ancora peggio, per i non vedenti. Ecco che allora Bertoncelli, dopo aver segnalato il particolare a chi di dovere, illustra il rimedio che dovrà essere posto: «Sotto questi dissuasori andranno applicate particolari pellicole/pedane, sensibili da chi non vede. La legge è chiara». Facendo retromarcia si arriva sul Listone. Il monumento (tale è, in quanto è sottoposto ai vincoli della Soprintendenza) fino a qualche anno fa non aveva possibilità di essere raggiunto da chi è in carrozzina per la presenza di un robusto scalino. Oggi, come mostra la fotografia, il Listone è perfettamente a norma, tanto vecchio quanto accessibile. Difatti sui 4 fronti del rettangolo (il Listone, appunto) si aprono altrettante spianate che consentono alle persone disabili di salire. «Questo era uno dei nostri principali obiettivi - confida Bertoncelli - perché il Listone rappresenta non soltanto un luogo di ritrovo che tutti i ferraresi conoscono ma anche uno spazio espositivo. Qui sopra, difatti, sopra il Listone, si svolgono fiere, mercati, mercatini e tante altre manifestazioni». E pensare che qualcuno, non più tardi qualche anno fa, voleva eliminarlo. Robe da pazzi. Proseguiamo. «Qui - prosegue Bertoncelli - siamo in via Canonica, altra via antichissima e piena di negozi. In questa strada quasi tutte le attività commerciali sono a norma, stiamo verificando gli ultimi dettagli soltanto in una di esse che ancora è, diciamo così, fuorilegge». Da via Canonica a via Mazzini il passo è breve: e qui, in via Mazzini, cambia un po’ (in peggio) la situazione. Alcuni negozi non hanno, come mostrano le foto, i dispositivi che eliminano le barriere architettoniche. «Qui dovrò intervenire», conclude perentorio e con una certa fierezza il n ostro Cicerone.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Stiamo cercando di fare un passo in avanti nella filosofia della battaglia, chiamiamola così, contro le barriere architettoniche - dice Bertoncelli - . Le barriere ci sono, purtroppo ci son o ancora: la novità vera è il rapporto nuovo che serve con chi costruisce. Vale a dire: tutti i nuovi edifici dovranno essere costruiti rispettando l’abbattimento di ogni barriera architettonica. È questa - dice Bertoncelli - la novità, la nuova puntata».
Per fare questo il Comune (Bertoncelli è uno dei docenti) sta organizzando vere e proprie lezioni dove gli “studenti” sono i tecnici (interni ed esterni) di cui il Comune si avvale per svolgere i lavori, esempio un cantiere. «Saranno - spiega Bertoncelli - corsi di formazione, con vere prove fatte da persone in carrozzina e altre effettuate grazie alla disponibilità di persone non vedenti». Il tour e l’inchiesta partono, per questa prima puntata, da via San Romano, una delle vie più antiche di Ferrara e da sempre a fortissima vocazione commerciale. Piena di negozi, di quasi tutte le tipologie merceologiche. Uno dei primi negozi, “Pane e condimenti”, al civico 25, è perfettamente a norma: «Vedete - illustra Bertoncelli - , qui non c’è nulla da fare, non occorre intervenire in quanto c’è già una situazione a norma. Dirò di più - prosegue il dirigente Uba - : non soltanto c’è la salita con pendenza del 5% tale da consentire ad una carrozzina di entrare, ma c’è anche la porta che si apre automaticamente». Grazie, ed arrivederci. Non tutta Ferrara però è come “Pane e condimenti”. Basta guardarsi alle spalle, difatti, per incontrare un ostacolo grande come una casa, nel senso che è (per tutti) impossibile non accorgersene. Si tratta dei dissuasori verticali installati dal Comune per scoraggiare l’ingresso dei veicoli. Sta di fatto che questi dissuasori da una parte dissuadono e dall’altra costituiscono un pericoloso intralcio per chi è in carrozzina o, ancora peggio, per i non vedenti. Ecco che allora Bertoncelli, dopo aver segnalato il particolare a chi di dovere, illustra il rimedio che dovrà essere posto: «Sotto questi dissuasori andranno applicate particolari pellicole/pedane, sensibili da chi non vede. La legge è chiara». Facendo retromarcia si arriva sul Listone. Il monumento (tale è, in quanto è sottoposto ai vincoli della Soprintendenza) fino a qualche anno fa non aveva possibilità di essere raggiunto da chi è in carrozzina per la presenza di un robusto scalino. Oggi, come mostra la fotografia, il Listone è perfettamente a norma, tanto vecchio quanto accessibile. Difatti sui 4 fronti del rettangolo (il Listone, appunto) si aprono altrettante spianate che consentono alle persone disabili di salire. «Questo era uno dei nostri principali obiettivi - confida Bertoncelli - perché il Listone rappresenta non soltanto un luogo di ritrovo che tutti i ferraresi conoscono ma anche uno spazio espositivo. Qui sopra, difatti, sopra il Listone, si svolgono fiere, mercati, mercatini e tante altre manifestazioni». E pensare che qualcuno, non più tardi qualche anno fa, voleva eliminarlo. Robe da pazzi. Proseguiamo. «Qui - prosegue Bertoncelli - siamo in via Canonica, altra via antichissima e piena di negozi. In questa strada quasi tutte le attività commerciali sono a norma, stiamo verificando gli ultimi dettagli soltanto in una di esse che ancora è, diciamo così, fuorilegge». Da via Canonica a via Mazzini il passo è breve: e qui, in via Mazzini, cambia un po’ (in peggio) la situazione. Alcuni negozi non hanno, come mostrano le foto, i dispositivi che eliminano le barriere architettoniche. «Qui dovrò intervenire», conclude perentorio e con una certa fierezza il n ostro Cicerone.
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