La Nuova Ferrara

Ferrara

Ferrara Food non avrà i pomodori locali 

Argenta, le organizzazioni hanno deciso di non stipulare i contratti di fornitura Disattese le esigenze fondamentali. La campagna 2017 è oramai compromessa

2 MINUTI DI LETTURA





ARGENTA. Anche le Op, organizzazioni dei produttori, consegnatarie di pomodoro da industria e fornitrici di Ferrara Food, hanno deciso di non consegnare il prodotto all’azienda argentana e conseguentemente senza materia prima da poter lavorare la fabbrica non potrà svolgere la normale attività. «Le Op - recita un comunicato - avevano chiesto un piano validabile ai fini del varo di un concordato di ristrutturazione del debito della società che si è arenato di fronte al ritardo nella presentazione degli atti formali da parte della società e al conseguente prolungarsi delle trattative, ben oltre i tempi agronomici necessari per predisporre le coltivazioni. I tempi massimi stabiliti dall’accordo d’area per concludere i contratti di fornitura con le industrie private, hanno precluso definitivamente la possibilità di prolungare oltre l’attesa per l’ottenimento di un atto di impegno affidabile in grado di garantire l’effettivo svolgimento della campagna 2017 da parte di Ferrara Food. La proprietà - prosegue il comunicato - non è stata in grado di far fronte a nessuna delle esigenze fondamentali poste dalle Op per dare continuità all’attività dello stabilimento nonostante l’intervento e l’impegno profuso dall’assessorato regionale all’Agricoltura. Ora - chiude la nota - spetta alla proprietà ed al suo Advisor depositare una richiesta di procedura concordataria che scongiuri la minaccia del fallimento e crei le condizioni per un passaggio di gestione in tempo utile per la campagna 2018 dando finalmente risposta positiva sia alle esigenze di occupazione delle maestranze in un territorio già martoriato da ripetute crisi aziendali, sia ai bisogni dei produttori agricoli di ottenere quanto di loro spettanza per il prodotto consegnato nel 2016 oltre alla necessità di non far venire meno uno stabilimento di lavorazione che rappresenta uno sbocco insostituibile per una delle culture strategiche rimaste sul territorio, dopo l’abbandono della bieticoltura».
«Prendiamo atto che la campagna 2017 è oramai compromessa - affermano i sindacalisti Pistone (Flai) e Cavallini (Uila) - la proprietà è latitante. Il nostro pensiero vai ai lavoratori. Assieme a loro decideremo il da farsi».(m.bar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google