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al tavolo anche avvocati e pm  

Su consulenti e linee guida i dubbi degli esperti di legge 

Su consulenti e linee guida i dubbi degli esperti di legge 

«Le premesse ci sono, ma per vedere come funziona la nuova legge bisogna vederla all’opera», chiosa davanti al taccuino dei giornalisti il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino. Il pm era ieri...

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«Le premesse ci sono, ma per vedere come funziona la nuova legge bisogna vederla all’opera», chiosa davanti al taccuino dei giornalisti il sostituto procuratore Ciro Alberto Savino. Il pm era ieri uno dei relatori invitati al convegno sulla responsabilità professionale dei medici, a Cona, e non ha mancato di far notare - sempre a margine dei lavori - che «il nuovo sistema di scelta dei consulenti tecnici, che dovranno essere esperti di medicina legale affiancati da altri specialisti, potrebbe comportare dei problemi di incompatibilità» legati alla struttura degli albi. «Aspettiamo i decreti applicativi», ha concluso. L’avvocato Marco Linguerri, relatore, ha voluto sottolineare che «l’indagine preliminare non è una sfortuna che si abbatte sul medico. Le indagini preliminari sono la fase in cui il professionista può difendersi con tutti i mezzi messi a disposizione dalla legge e dimostrare che non ha commesso il reato. Il medico quindi non deve avere paura dell’avviso». La legge Gelli, ha dichiarato, contiene alcuni aspetti positivi: «ad esempio - ha rimarcato - il paziente potrà contare su una controparte (l’azienda sanitaria) che è solvibile». In teoria si dovrebbe ridurre il numero dei processi penali, «ma non è certo», ha spiegato esprimendo alcune perplessità sul ruolo delle linee guida nello scagionare il medico:
«Non escluderei dei casi in cui il risultato non sia così pacifico», ha osservato. Per i due sindacalisti Claudio Casaroli (Fimmg) e Pieluigi Api (Anaao) «un giudizio compiuto si potrà formulare solo dopo la pubblicazione dei decreti delegati».

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