dosso
Bonzagni, una lotta contro il tempo per salvare l’azienda
DOSSO. Sono ore frenetiche per il futuro delle Manifatture Bonzagni. «In questi ultimi due giorni, grazie anche alla protesta ed al dissenso manifestato dal sindacato insieme ai lavoratori - recita...
2 MINUTI DI LETTURA
DOSSO. Sono ore frenetiche per il futuro delle Manifatture Bonzagni. «In questi ultimi due giorni, grazie anche alla protesta ed al dissenso manifestato dal sindacato insieme ai lavoratori - recita una nota del sindacato Femca-Cisl - pare che qualcosa si stia muovendo e che perlomeno qualche approccio fra l’amministratore delegato della nuova Manifatture Bonzagni (Bianchi, ndr) e la curatela della fallita Manifatture Bonzagni MB, (Bignozzi, ndr) stia delineando una volontà di ripresa del dialogo e perché no, anche della quantificazione fra domanda e offerta rispetto a quanto la nuova società deve rendere alla procedura fallimentare. Ma il condizionale è d’obbligo, dopo tutto quello che è stato l’iter dalla prima asta in loco per la messa in vendita dei macchinari di qualche settimana fa, saltata grazie al presidio sindacale organizzato davanti ai cancelli aziendali».
«I giorni ormai sono contati, per non dire le ore - prosegue la nota - ricordando inoltre che l’attuale Manifatture Bonzagni ha presentato al tribunale di Brescia (sede legale dell’azienda) una istanza di fallimento in proprio, a fronte di quanto sta succedendo, e che vedrà l’udienza mercoledì. Se a quella data non si sarà raggiunto nessuno accordo e conseguentemente non verrà ritirata l’istanza, i trenta lavoratori dell’azienda, nonostante gli sforzi che hanno profuso in questi oltre due anni dalla “rifondazione” della Bonzagni, si ritroveranno nella lunga lista dei disoccupati. E sarebbe non una chiusura dell’azienda per problemi di carattere economico per mancanza di commesse, ma una chiusura “preannunciata” figlia di altre situazioni che non possono essere tollerate ed accettate. Il 22 marzo è alle porte, auspichiamo - chiude la nota - che a breve le parti interessate si incontrino e raggiungano un’intesa per consentire alla procedura fallimentare di assolvere a quanto è l’impegno con i creditori e, che la Manifatture Bonzagni continui la propria attività».
«I giorni ormai sono contati, per non dire le ore - prosegue la nota - ricordando inoltre che l’attuale Manifatture Bonzagni ha presentato al tribunale di Brescia (sede legale dell’azienda) una istanza di fallimento in proprio, a fronte di quanto sta succedendo, e che vedrà l’udienza mercoledì. Se a quella data non si sarà raggiunto nessuno accordo e conseguentemente non verrà ritirata l’istanza, i trenta lavoratori dell’azienda, nonostante gli sforzi che hanno profuso in questi oltre due anni dalla “rifondazione” della Bonzagni, si ritroveranno nella lunga lista dei disoccupati. E sarebbe non una chiusura dell’azienda per problemi di carattere economico per mancanza di commesse, ma una chiusura “preannunciata” figlia di altre situazioni che non possono essere tollerate ed accettate. Il 22 marzo è alle porte, auspichiamo - chiude la nota - che a breve le parti interessate si incontrino e raggiungano un’intesa per consentire alla procedura fallimentare di assolvere a quanto è l’impegno con i creditori e, che la Manifatture Bonzagni continui la propria attività».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
