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L’addio a Ferrara Food «I miei pomodori ad altri» 

L’addio a Ferrara Food «I miei pomodori ad altri» 

Longastrino, il titolare di un’azienda vanta ancora parte delle spettanze 2016 «È un danno per tutto l’indotto: chi avrà bisogno di lavorare ne risentirà»

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LONGASTRINO. «Ho sempre parlato bene di Ferrara Food tant’è che, per tanti anni ho consegnato i miei pomodori ma con quel che sta succedendo, con loro ho chiuso e siamo andati da un’altra parte». Non usa mezze parole Andrea Bersani, 76 anni, pioniere del cosiddetto “oro rosso” non solo a Longastrino dove si trova la sua azienda. La crisi però che sta investendo il settore aggravata dalla situazione debitoria dell’azienda situata nella zona industriale nord di Argenta, ha radicalmente fatto rivoluzionare le scelte nella famiglia Bersani. «Mai e poi mai - aggiunge la figlia Barbara - avrei pensato che accadesse una tale situazione a Ferrara Food. Per capire meglio quali cambiamenti siamo stati costretti a fare, ecco alcuni dati; nel 1987, abbiamo iniziato piantando 10/15 ettari a pomodoro. Col tempo, abbiamo investito su questa coltura tant’è che, nel 2010, siamo arrivati a 180 ettari in particolare nei terreni del Mezzano. L’anno scorso un centinaio di 100 ettari perchè abbiamo percepito che il settore stava scricchiolando , quest’anno, siamo a circa 70 ettari. Come vede - è sempre Barbara che chiarisce -, per non rischiare, abbiamo diminuito gli ettari coltivati a pomodoro soprattutto per i costi di produzione e abbiamo agito anche sugli ettari in affitto: non potevamo far altrimenti».
Con Ferrara Food come siete messi? «Abbiamo dato circa 50 camion da 240 quintali l’uno (12.000 quintali, ndr) e il 22% ce lo devono ancora pagare». Andrea Bersani, allarga le braccia sconsolato, poi sfoggia con orgoglio il suo parco macchine. «Quelle - aggiunge indicando le due macchine per la raccolta del pomodoro - sono le ultime acquistate: una può lavorare 500 quintali all’ora mentre l’altra qualcosa di meno. Prima di queste ne abbiamo avute altre tre che sono state rottamate. Ho sempre creduto in questa scelta e oggi sono molto dispiaciuto per Ferrara Food. Anzi, quando anni fa si è iniziato a parlare dell’insediamento ad Argenta di questa azienda, ho pensato che era un bene per tutti visto che l’avevamo a due passi. Ci ho creduto tant’è che, quando con la produzione si andava forte, davamo lavoro a 12 persone mentre oggi abbiamo due operai fissi e 3-4 donne. Ed è per questo che mi dispiace perché l’indotto, a Longastrino ed in particolare i più deboli che hanno bisogno di lavorare, ne risentiranno. Di questa situazione ne ho parlato con le figlie e alla fine, non potevamo fare altrimenti e abbiamo deciso di abbandonare Ferrara Food». Guardando al futuro, Andrea Bersani, mostra la gestione degli ettari a pomodoro e la figlia, precisa «un tempo quando avevamo le serre, facevamo noi le piantine, ora ci vengono fornite direttamente. Per quest’anno ne abbiamo ordinate 2 milioni e 300mila e quindi 33/35mila per ettaro e inizieremo a piantarle con la nostra macchina dai primi di aprile fin verso il 10 di giugno. Gli altri anni servivano 12 persone da quest’anno dimezzeremo».
«Non possiamo fare altrimenti - conclude il padre Andrea -. negli ultimi giorni ho rinunciato a 17 ettari da prendere in affitto e pensare che come azienda, per i macchinari che abbiamo, lavoriamo complessivamente 300 ettari ma potremmo superare i 500».
Giorgio Carnaroli

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