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l’assessore annalisa felletti aderisce a mdp-articolo 1 

«Lascio Sel per i bersaniani È una scelta di coerenza»

«Lascio Sel per i bersaniani È una scelta di coerenza»

Cambia casacca un assessore della giunta Tagliani. Si tratta di Annalisa Felletti, titolare tra le altre delle deleghe all’Istruzione e Pari opportunità, che da Sel passa direttamente a Mdp-articolo...

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Cambia casacca un assessore della giunta Tagliani. Si tratta di Annalisa Felletti, titolare tra le altre delle deleghe all’Istruzione e Pari opportunità, che da Sel passa direttamente a Mdp-articolo 1, il movimento costituito da Enrico Rossi e dai bersaniani usciti dal Pd, scegliendo di non aderire a Sinistra Italiana. «Mi metto a disposizione per la provincia di Ferrara di questo movimento, con l’obiettivo di arrivare ad una rete più larga, seguendo gli altri esempi di amministratori ex Sel di Reggio e Modena, per arrivare all’assessore regionale Massimo Mezzetti».
Un a svolta importante.
«In realtà ci sono molti elementi di contatto con il mandato originale di Sel, che s’incardinava nel filone della sinistra progressista e di governo. Lo faccio non indossando la casacca di ex di qualcosa, ma con l’idea che si debba costruire qualcosa di diverso, con chi vorrà starci. Penso a forze civiche e sociali che possano riconoscersi nelle politiche del movimento, il decreto che ha abolito i voucher, accogliendo così le richieste Cgil, ha dato un segnale importante. La Carta dei diritti del lavoro, incardinata nella discussione parlamentare, è un punto di riferimento per eliminare abusi e sfruttamento».
Non teme di replicare la vicenda di Sel?
«No, perché uno degli obiettivi che il movimento si è dato da subito è partire dai territori, dal rapporto con i cittadini, e non dalle leadeship personali».
Lei lascia Sel dopo una convivenza burrascosa: qual è stata la molla decisiva?
«Non ho partecipato a Sinistra Italiana, in quanto ero già molto critica nell’ultimo anno con la gestione Fratoianni. Il piglio era tra l’autorevole e l’autoreferenziale, senza tener conto di chi sta sul territorio. SI la trovo caratterizzata da un atteggiamento residuale, antagonista. Io vengo dal Pd, non dimentichiamolo».
Molti suoi ex compagni le hanno fatto la guerra: motivazioni politiche, personali, di poltrona?
«Una commistione di tante cose ma tra le altre cose sono assessora alla Pace, e confermo la massima disponibilità a lavorare assieme con tutti coloro che si riconoscono in questa maggioranza e nel centro-sinistra».
La maggioranza, appunto. Lei ha già parlato con il sindaco Tagliani? Di fatto si ritrova una giunta con Mdp e un consigliere SI (Fiorentini, ndr).
«Sì, ho parlato con il sindaco e mi sembra non ci siano problemi, del resto la mia è una scelta già fatta in diverse giunte emiliane. È in continuità con il centro-sinistra, e il contributo dato nelle materie a me delegate mostra coerenza: Ferrara è una città inclusiva e la soglia di esenzione per l’accesso ai servizi è la più alta della regione. Sinistra Italiana, se prosegue così, è destinata a non riconoscersi nel centro-sinistra». (s.c.)

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