La Nuova Ferrara

Ferrara

premiazione e regole 

Piatti da foto al “Vergani” «Cucine da incubo? Non qui»

Piatti da foto al “Vergani” «Cucine da incubo? Non qui»

Simpatiche, curiose, artistiche ed originali le immagini fotografiche eseguite fra gli studenti dell’Istituto O. Vergani ,dai partecipanti al II concorso promosso “ dall’Associazione Fotografia per...

2 MINUTI DI LETTURA





Simpatiche, curiose, artistiche ed originali le immagini fotografiche eseguite fra gli studenti dell’Istituto O. Vergani ,dai partecipanti al II concorso promosso “ dall’Associazione Fotografia per passione Ferrara”, ha visto ieri mattina la premiazione dei vincitori.
Esempi di grande affetto nei confronti della città e dei ferraresi. E pr emi che hanno gratificato coloro i quali hanno partecipato.
Secondo i voti della Giuria composta dal presidente Paolo Zucchini, Silvana Ballo e Andrea Migliari, hanno vinto Judith Balani al I posto con Giulia Albertazzi classe 4/M ai fornelli, 2º Franco Rubini con Elisa Bacchi e Martina Maestri della 4/L e 3º Pierluigi Tassinari con un gruppo della 4/L.
Una seconda classifica è stata invece redatta secondo le preferenze espresse via Facebook che hanno messo sul podio Fabio Borgo che ha ritratto la classe 4 L, seguito da Simone Sabbioni che ha fotografato Sara Romagnoli e terza Dimitra Dimopoulou sempre con scatti della 4 L.
«È stata una bella iniziativa – ha commentato il docente di cucina dell’Istituto Alberghiero Sergio Olivi – perché ha evidenziato alcuni momenti della nostra attività in questo periodo particolarmente sotto i riflettori sia in positivo che in negativo. La figura dello chef è al centro dell’attenzione di trasmissioni televisive e della stampa ma proprio in questi giorni l’intervento dei carabinieri in alcuni ristoranti ha portato alla luce situazioni di degrado, con poca igiene, cibi avariati e presenza di ratti e scarafaggi. Noi abbiamo - dice ancora Olivi - un Piano di autocontrollo per ambienti, alimenti e persone che dobbiamo seguire; gli italiani sono più rispettosi delle regole mentre gli stranieri lo sono meno e spesso servono cibi autorizzati dalla loro cultura ma non dalla nostra. Si tratta sempre - spiega Olivi in conclusione - di una questione di coscienza». (mar. go)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google