Classe argentana in gara nel contest “School of food”
ARGENTA. Si schiama “E-R School of food - Cook for like” ed è il contest social-culinario che vede attive oltre 40 classi di 21 istituti superiori di quattro province della nostra regione. Peccato...
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ARGENTA. Si schiama “E-R School of food - Cook for like” ed è il contest social-culinario che vede attive oltre 40 classi di 21 istituti superiori di quattro province della nostra regione. Peccato che Ferrara (le altre sono Bologna, Modena e Ravenna) sia il fanalino di coda, avendo solo la classe 4ª dell’Ipsia servizi sociosanitari di Argenta in gara. Poco male, perché gli studenti argentani hanno superato agevolmente la prima fase della sfida, il cui tema era “Il piatto per tutti i giorni”, coinvolgendo gli alunni con i loro insegnanti. La prima fase del gioco prevedeva la realizzazione di un piatto e la sua pubblicazione sulla pagina Facebook di “E-R school of food” e sul sito ufficiale (www.erschooloffood.it), per la conseguente votazione attraverso i celebri ‘like’ di Facebook. La scuola argentana ha chiuso al 17º posto e fra le classi di Comuni non capoluogo di provincia è 5ª, dietro all’Iss Galilei di Mirandola (Mo), L’Iis Caduti della direttissima di Castiglion dei Pepoli “Bo, il Rambaldi-Valeriani di Imola (Bo) ed il Fantini di Vergato (Bo). Il piatto realizzato dagli studenti argentani per la prima fase è stato denominato “hamburger del cuore”: «L’hamburger del fast food è stato rivisitato - spiegano -; il pane è stato preparato nel forno della madre della nostra compagna Lucilla. Il panino è stato farcito con zemiakove placky, piatto slavo a base di uova e patate preparato da Andrea; con radicchio di stagione dell’orto dietro la scuola, pomodori, zucchini. Abbiamo aggiunto un hamburger preparato da Halima con carne halal, anche per i musulmani. Vi abbiamo aggiunto qualche goccia di aceto balsamico tradizionale di Modena Dop. Per finire, abbiamo aggiunto un condimento dai sapori russi con l’olivier salad, preparata secondo la ricetta di famiglia di Yelyzaveta, la nostra compagna ucraina. In questo piatto le diverse culture che compongono la nostra classe si sono incontrate, confrontate, integrate, contaminate: uno scambio nel rispetto delle identità capace di creare qualcosa di originale e creativo. Anche il nome ha diversi significati: un cuore tra le bandiere delle nostre culture a simboleggiare il nostro intento transculturale».
Ora è partita la seconda fase del percorso, le classi devono cimentarsi nel “piatto per le feste”, cercando di superare i 90mila contatti della prima.
Ora è partita la seconda fase del percorso, le classi devono cimentarsi nel “piatto per le feste”, cercando di superare i 90mila contatti della prima.
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