Il Duomo fasciato anche nel 2018 Presto i nuovi lavori
di Gian Pietro Zerbini
Gli interventi alla facciata riprenderanno dopo la lunga sosta Ultimata la messa in sicurezza bisognerà iniziare il restauro
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Era stato buon profeta monsignor Luigi Negri quando lo scorso novembre, prima ancora di conoscere il nome del suo successore e la data dell’arrivo a Ferrara del nuovo vescovo, aveva pronosticato che la liberazione della facciata del duomo di Ferrara dalle impalcature del cantiere sarebbe avvenuta con lui non più alla guida della diocesi. Non solo quando arriverà il prossimo 3 giugno il nuovo arcivescovo Gian Carlo Perego troverà ancora la cattedrale fasciata, ma il cantiere durerà ancora molti mesi e accompagnerà lo sfondo del centro storico ferrarese per buona parte anche del 2018.
L’ingegner Mezzadri, incaricato di coordinare i lavori di messa in sicurezza della facciata della cattedrale e recuperare i danni dovuti dal sisma annuncia che molto presto il cantiere riprenderà gli interventi strutturali sullo storico monumento.
«Abbiamo dovuto fermarci in questi mesi invernali - spiega Mezzadri - perché questo genere di lavori è bene farli quando il clima è più mite. A breve si riprenderà a lavorare, sempre nel recupero dei danni del sisma della facciata. Un lavoro complesso ma contiamo di effettuarlo entro l’estate».
Una volta terminati i lavori di messa in sicurezza della facciata si dovrà procedere poi al restauro della stessa che necessita di un intervento specifico. I tecnici sono quindi dell’opinione, a parte gli alti costi di smontaggio e successivo montaggio, che non conviene togliere le impalcature dalla facciata tra i due interventi.
Sempre entro la fine della prima metà del semestre 2017 dovrebbero iniziare anche i lavori all’interno della cattedrale che comunque non comporteranno la chiusura del più grande tempio cittadino. Nel soffitto della cattedrale era stata sistemata due anni fa una rete per trattenere le eventuali cadute di frammenti. Sarà un cantiere mobile quello che dovrà mettere in sicurezza il soffitto e la struttura interna in modo da poter togliere alla fine le reti di protezione. Discorso a parte merita il campanile del Duomo per il quale il restauro non compete alla cure di Mezzadri. La struttura lo scorso anno, quando si è presentato il problema dello stacco di frammenti dalla sommità della torre campanaria, è stata visionata e poi i tecnici, coordinati dalla supervisione di don Stefano Zanella, responsabile diocesano dei beni monumentali e del recupero post sisma, hanno optato per la costruzione di un’impalcatura spiovente “mantovana” in grado di raccogliere gli eventuali frammento che si dovessero staccare dalla vetta del campanile. Ricordiamo che per il recupero della cattedrale sono stati deliberati anche 7 milioni e mezzo di finanziamenti statali.
L’ingegner Mezzadri, incaricato di coordinare i lavori di messa in sicurezza della facciata della cattedrale e recuperare i danni dovuti dal sisma annuncia che molto presto il cantiere riprenderà gli interventi strutturali sullo storico monumento.
«Abbiamo dovuto fermarci in questi mesi invernali - spiega Mezzadri - perché questo genere di lavori è bene farli quando il clima è più mite. A breve si riprenderà a lavorare, sempre nel recupero dei danni del sisma della facciata. Un lavoro complesso ma contiamo di effettuarlo entro l’estate».
Una volta terminati i lavori di messa in sicurezza della facciata si dovrà procedere poi al restauro della stessa che necessita di un intervento specifico. I tecnici sono quindi dell’opinione, a parte gli alti costi di smontaggio e successivo montaggio, che non conviene togliere le impalcature dalla facciata tra i due interventi.
Sempre entro la fine della prima metà del semestre 2017 dovrebbero iniziare anche i lavori all’interno della cattedrale che comunque non comporteranno la chiusura del più grande tempio cittadino. Nel soffitto della cattedrale era stata sistemata due anni fa una rete per trattenere le eventuali cadute di frammenti. Sarà un cantiere mobile quello che dovrà mettere in sicurezza il soffitto e la struttura interna in modo da poter togliere alla fine le reti di protezione. Discorso a parte merita il campanile del Duomo per il quale il restauro non compete alla cure di Mezzadri. La struttura lo scorso anno, quando si è presentato il problema dello stacco di frammenti dalla sommità della torre campanaria, è stata visionata e poi i tecnici, coordinati dalla supervisione di don Stefano Zanella, responsabile diocesano dei beni monumentali e del recupero post sisma, hanno optato per la costruzione di un’impalcatura spiovente “mantovana” in grado di raccogliere gli eventuali frammento che si dovessero staccare dalla vetta del campanile. Ricordiamo che per il recupero della cattedrale sono stati deliberati anche 7 milioni e mezzo di finanziamenti statali.
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