integrazione
Il ruolo della donna musulmana
Incontro con l’associazione culturale e islamica Al Maarifa di Pieve
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PIEVE DI CENTO. Attraverso l’incontro e il confronto, l’integrazione della comunità musulmana nel Centopievese non è solo un percorso possibile, ma è anche avviato. Prima protagonista, la donna musulmana. Tante le donne che hanno partecipato nei giorni scorsi a Pieve, all’incontro organizzato dall’associazione culturale e islamica Al Maarifa di Pieve di Cento, dal centro culturale per la convivenza di Cento, assieme alla federazione islamica dell’Emilia Romagna, sul tema dell’integrazione delle donne musulmane nella società occidentale attraverso la famiglia, il lavoro e l’impegno sociale. Relatrici dell’incontro, Bahija Afouzar (avvocato e interprete legale) e Malissa Biondi (psicologa). Un tema di grande attualità, che ha portato le due comunità a riflettere sul valore della donna in genere, sul ruolo della donna musulmana, non solo all’interno della famiglia d’origine, ma anche come protagonista attiva del percorso di integrazione nella società.
Integrazione che passa attraverso la conoscenza reciproca, la condivisione di esperienze, la conoscenza della lingua italiana, la partecipazione alle iniziative, il rispetto delle leggi, lo studio, il lavoro e l’attività di volontariato, dal semplice saluto al vicino di casa all’uscire per fare la spesa, al dialogo con le insegnanti dei propri figli. Tante le testimonianze d’integrazione, raccontate dalle numerose donne presenti. Esperienze positive e negative. Ma soprattutto è emersa la voglia di farsi conoscere come donne, aldilà delle singole diversità. A dare il benvenuto al sindaco di Pieve di Cento Sergio Maccagnani, al vicesindaco di Cento Simone Maccaferri, all’assessore ai servizi alla persona e famiglia Grazia Borgatti, al viceconsole del Regno del Marocco Baali Hassane e alle forze dell’ordine, il presidente dell’associazione pievese Bouchaib Moustaghfir e il segretario del centro culturale centese Nordine Kacimi, il presidente della Federazione regionale islamica Mountassin Hamad.
Un percorso d’integrazione già iniziato con le manifestazioni organizzate in piazza dalle due comunità musulmane del Centopievese per condannare gli attacchi terroristici, e che proseguirà, anche con il sostegno delle due amministrazioni comunali, perché l’integrazione diventi realmente sinonimo di incontro, dialogo ed arricchimento interculturale, proprio partendo dalle donne.(be.ba.)
Integrazione che passa attraverso la conoscenza reciproca, la condivisione di esperienze, la conoscenza della lingua italiana, la partecipazione alle iniziative, il rispetto delle leggi, lo studio, il lavoro e l’attività di volontariato, dal semplice saluto al vicino di casa all’uscire per fare la spesa, al dialogo con le insegnanti dei propri figli. Tante le testimonianze d’integrazione, raccontate dalle numerose donne presenti. Esperienze positive e negative. Ma soprattutto è emersa la voglia di farsi conoscere come donne, aldilà delle singole diversità. A dare il benvenuto al sindaco di Pieve di Cento Sergio Maccagnani, al vicesindaco di Cento Simone Maccaferri, all’assessore ai servizi alla persona e famiglia Grazia Borgatti, al viceconsole del Regno del Marocco Baali Hassane e alle forze dell’ordine, il presidente dell’associazione pievese Bouchaib Moustaghfir e il segretario del centro culturale centese Nordine Kacimi, il presidente della Federazione regionale islamica Mountassin Hamad.
Un percorso d’integrazione già iniziato con le manifestazioni organizzate in piazza dalle due comunità musulmane del Centopievese per condannare gli attacchi terroristici, e che proseguirà, anche con il sostegno delle due amministrazioni comunali, perché l’integrazione diventi realmente sinonimo di incontro, dialogo ed arricchimento interculturale, proprio partendo dalle donne.(be.ba.)
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