Il trasloco si fa sul serio Facchini al San Camillo
Quarantatre letti verranno portati dall’ospedale di Comacchio a quello del Delta Mezzogori polemizza sul trasporto. Vagnini: tutto regolare, inutile creare ansie
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COMACCHIO. Senza colpo ferire, ieri mattina è cominciato il trasloco dei 43 letti automatizzati dal terzo piano della struttura sanitaria San Camillo con destinazione ospedale del Delta. Di buon’ora i facchini della cooperativa Coopser hanno avviato le operazioni di trasferimento dei letti, degli armadi e dei comodini, che proseguiranno anche nei prossimi giorni, prevedibilmente sino a fine settimana. L’annuncio del trasloco in corso, dal profilo Facebook della Consulta Popolare per il San Camillo, si è rapidamente diffuso in rete, ma per la prima volta non sono state erette barricate umane, per impedire il trasferimento.
«Lo ripeteremo all’infinito - sottolinea Umberto Cavallari, vice presidente della Consulta -; noi non siamo mai stati contrari all’inserimento della pediatria di gruppo, ma abbiamo contestato che venissero smantellate le sale operatorie del secondo piano, per adibirle ad ambulatori dei pediatri. Quello non era accettabile. Solo dopo il confronto con il prefetto - prosegue Cavallari -, le cose sono cambiate e si è spostata l’attenzione sul terzo piano vuoto. Non ostacoliamo il trasloco, perché abbiamo la garanzia del prefetto, per procedere secondo gli accordi intercorsi due mesi fa».
Il presidente della Consulta, Manrico Mezzogori, a margine della nota di avvio trasloco, trasmessa dal direttore del distretto Sud-Est dell’Asl, Gianni Serra, scrive: «Vuoi vedere che anche questa volta il trasporto avviene, come le altre volte, senza bolla di accompagnamento? Mi domando perché i trasporti Asl possono avvenire senza bolla di accompagnamento! Non mi risulta che ci siano leggi in tal senso!».
Immediata la replica a tutto campo del direttore generale dell’Asl di Ferrara, Claudio Vagnini, il quale eccepisce che «non c’è nulla di irregolare, ma c’è ancora chi ha bisogno di creare motivi di ansia nella popolazione. Quella è una struttura dell’azienda sanitaria locale e non c’è bisogno - aggiunge Vagnini - di bolle di accompagnamento. Per i traslochi da struttura a struttura della stessa Asl non sussistono problemi di autorizzazioni o di bolle di accompagnamento». Cinque saranno i pediatri che a stretto giro, una volta ultimato il trasloco ed effettuati i lavori di cablaggio negli ambulatori, si insedieranno al terzo piano della struttura, per dar vita alla pediatria di gruppo. Nella stessa ala è previsto anche l’avvio della neuropsichiatria infantile con l'inserimento dell’ambulatorio di nucleo. Pediatria di comunità ed Igiene Pubblica completeranno la riorganizzazione del terzo piano. I letti trasferiti e quelli in via di trasferimento «sono ora a disposizione della direzione sanitaria dell’ospedale del Delta - precisa Vagnini - e andranno a sostituire quelli più obsoleti». Su un aspetto c’è sintonia di vedute tra Consulta e Vagnini, nel ritenere il ruolo del prefetto Michele Tortora fondamentale, quale garante super-partes in tutto il processo di riordino in corso all’interno della struttura. «Non rincorro le polemiche e non ho cercato lo scontro - conclude Vagnini -, ma per il San Camillo c’è davvero bisogno di cambiare pagina, con l’introduzione di servizi importanti per la comunità».
Katia Romagnoli
«Lo ripeteremo all’infinito - sottolinea Umberto Cavallari, vice presidente della Consulta -; noi non siamo mai stati contrari all’inserimento della pediatria di gruppo, ma abbiamo contestato che venissero smantellate le sale operatorie del secondo piano, per adibirle ad ambulatori dei pediatri. Quello non era accettabile. Solo dopo il confronto con il prefetto - prosegue Cavallari -, le cose sono cambiate e si è spostata l’attenzione sul terzo piano vuoto. Non ostacoliamo il trasloco, perché abbiamo la garanzia del prefetto, per procedere secondo gli accordi intercorsi due mesi fa».
Il presidente della Consulta, Manrico Mezzogori, a margine della nota di avvio trasloco, trasmessa dal direttore del distretto Sud-Est dell’Asl, Gianni Serra, scrive: «Vuoi vedere che anche questa volta il trasporto avviene, come le altre volte, senza bolla di accompagnamento? Mi domando perché i trasporti Asl possono avvenire senza bolla di accompagnamento! Non mi risulta che ci siano leggi in tal senso!».
Immediata la replica a tutto campo del direttore generale dell’Asl di Ferrara, Claudio Vagnini, il quale eccepisce che «non c’è nulla di irregolare, ma c’è ancora chi ha bisogno di creare motivi di ansia nella popolazione. Quella è una struttura dell’azienda sanitaria locale e non c’è bisogno - aggiunge Vagnini - di bolle di accompagnamento. Per i traslochi da struttura a struttura della stessa Asl non sussistono problemi di autorizzazioni o di bolle di accompagnamento». Cinque saranno i pediatri che a stretto giro, una volta ultimato il trasloco ed effettuati i lavori di cablaggio negli ambulatori, si insedieranno al terzo piano della struttura, per dar vita alla pediatria di gruppo. Nella stessa ala è previsto anche l’avvio della neuropsichiatria infantile con l'inserimento dell’ambulatorio di nucleo. Pediatria di comunità ed Igiene Pubblica completeranno la riorganizzazione del terzo piano. I letti trasferiti e quelli in via di trasferimento «sono ora a disposizione della direzione sanitaria dell’ospedale del Delta - precisa Vagnini - e andranno a sostituire quelli più obsoleti». Su un aspetto c’è sintonia di vedute tra Consulta e Vagnini, nel ritenere il ruolo del prefetto Michele Tortora fondamentale, quale garante super-partes in tutto il processo di riordino in corso all’interno della struttura. «Non rincorro le polemiche e non ho cercato lo scontro - conclude Vagnini -, ma per il San Camillo c’è davvero bisogno di cambiare pagina, con l’introduzione di servizi importanti per la comunità».
Katia Romagnoli
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