interrogazione in regione
Cerca badante, ma il “Decreto flussi” blocca le frontiere
ALTO FERRARESE. «Siamo di fronte a un paradosso, per cui i clandestini continuano a entrare in massa, beneficiando di inaccettabili sostegni economici, pagati dalla collettività, e gli immigrati che...
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ALTO FERRARESE. «Siamo di fronte a un paradosso, per cui i clandestini continuano a entrare in massa, beneficiando di inaccettabili sostegni economici, pagati dalla collettività, e gli immigrati che arrivano qui per lavorare vengono bloccati. Un paradosso che produrrà effetti sempre peggiori». Alan Fabbri, capogruppo della Lega Nord in Regione, commenta con sconcerto alcuni casi che stanno interessando il territorio e dei quali ha ricevuto diretta segnalazione.
«L’ultimo - aggiunge - riguarda una famiglia dell’Alto Ferrarese che mi ha chiamato perché sta provando da tempo ad assumere una badante di nazionalità straniera. Senza successo e con mille difficoltà: i numeri stabiliti dai cosiddetti flussi d’ingresso impediscono la regolarizzazione». Entrando nel dettaglio, la famiglia in questione ha bisogno di una badante per un proprio familiare fermo a letto. La persona per il lavoro c’è già, si tratta di una signora che deve arrivare dalla Moldavia, «ma il “Decreto flussi” del 2017 ha bloccato tutto e da un paio di mesi questa famiglia dell’Alto Ferrarese non riesce a sbloccare la situazione. Così per i problemi legami alla vera immigrazione ne pagano le spese persone che in Italia verrebbero veramente a lavorare e sarebbero poi regolarizzate».
Una chiara distorsione burocratica agli occhi di Fabbri, che sottolinea il peggioramento della situazione da quando è stata lanciata l’operazione Mare Nostrum: «I numeri, le evidenze, le opinioni della gente che incontro; tutto riflette il paradosso per cui l’Italia è territorio sempre più permeabile all’immigrazione clandestina, mentre crea assurde barriere a chi chiede risorse straniere che potrebbero contribuire, in modo regolare, a livello produttivo o sociale».
Fabbri annuncia a riguardo un’interrogazione in Regione, non prima però di «chiedere al prefetto di sbloccare le situazioni che in territorio Ferrarese stanno penalizzando diverse famiglie. Non è ammissibile, mentre sul nostro territorio continua a entrare chiunque».
«L’ultimo - aggiunge - riguarda una famiglia dell’Alto Ferrarese che mi ha chiamato perché sta provando da tempo ad assumere una badante di nazionalità straniera. Senza successo e con mille difficoltà: i numeri stabiliti dai cosiddetti flussi d’ingresso impediscono la regolarizzazione». Entrando nel dettaglio, la famiglia in questione ha bisogno di una badante per un proprio familiare fermo a letto. La persona per il lavoro c’è già, si tratta di una signora che deve arrivare dalla Moldavia, «ma il “Decreto flussi” del 2017 ha bloccato tutto e da un paio di mesi questa famiglia dell’Alto Ferrarese non riesce a sbloccare la situazione. Così per i problemi legami alla vera immigrazione ne pagano le spese persone che in Italia verrebbero veramente a lavorare e sarebbero poi regolarizzate».
Una chiara distorsione burocratica agli occhi di Fabbri, che sottolinea il peggioramento della situazione da quando è stata lanciata l’operazione Mare Nostrum: «I numeri, le evidenze, le opinioni della gente che incontro; tutto riflette il paradosso per cui l’Italia è territorio sempre più permeabile all’immigrazione clandestina, mentre crea assurde barriere a chi chiede risorse straniere che potrebbero contribuire, in modo regolare, a livello produttivo o sociale».
Fabbri annuncia a riguardo un’interrogazione in Regione, non prima però di «chiedere al prefetto di sbloccare le situazioni che in territorio Ferrarese stanno penalizzando diverse famiglie. Non è ammissibile, mentre sul nostro territorio continua a entrare chiunque».
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