Dimesso dopo le botte del vicino
Via Rambaldi, la testimonianza della vittima della brutale aggressione
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È stato dimesso dall’ospedale dopo quattro giorni di ricovero, Gian Roberto Luzi, il promotore finanziario oggi in pensione, invalido al 100%, aggredito selvaggiamente lo scorso giovedì dal vicino di casa Carlo Dedoni, apparentemente senza un motivo che scatenasse la sua furia; la prognosi è stata di 25 giorni per le tumefazioni al viso e di 40-50 giorni per il braccio sinistro dove vi è una profonda lacerazione, medicata proprio ieri mattina. L’aggressore è stato processato per direttissima patteggiando un anno: un periodo che dovrà trascorrere ai domiciliari. Il giorno prima del pestaggio c’era stata un’udienza davanti al giudice di Pace, per un’aggressione ai danni della moglie di Luzi, la signora Maria Rita Volpi; e ancora il 23 maggio sarà nuovamente in tribunale per stalking in quanto molti dei residenti si sono uniti per denunciare una continua persecuzione e diversi episodi di molestia, spesso molto violenti.
«È pericoloso e non può vivere in una comunità», dichiara una residente . «Avevano detto che gli mettevano il braccialetto elettronico e invece è ancora senza - aggiunge un’altra - e infatti lo abbiamo visto girare fuori casa». «Di fronte a una situazione che ormai si trascina da almeno sei anni, bisognava intervenire prima – prosegue un altro vicino – o si aspetta il morto!? Perché ormai c’è da temere qualsiasi cosa se non si ricorre a rimedi drastico». «Lui sostiene di essere un perseguitato – aggiunge un residente – mentre invece è una persona che vuole fare quello che vuole e come vuole, senza rispetto nè verso di noi nè verso gli animali». «C’è stato anche un episodio piuttosto increscioso quando, rivolto a una signora dirimpettaia, si è calato i pantaloni, mostrandosi appositamente così sfacciatamente e senza ritegno».
I fatti accaduti a Luzi confermano uno stato di cose ormai intollerabile. «Giovedì verso le 18.30 sono uscito di casa – racconta – e stavo aprendo lo sportello della mia auto quando il mio vicino ha iniziato a insultarmi, ad augurarmi di avere il rigetto del rene che mi è stato trapiantato (sono anche senza una vertebra quindi un miracolato), offendendo anche mia madre e i miei famigliari; mi sono avvicinato e ha iniziato a colpirmi in viso, sulle braccia, stordendomi. In quel momento sono passati due giovani e vedendomi insanguinato mi hanno chiesto cosa potevano fare e io ho detto di chiamare i carabinieri di Porotto prontamente accorsi su ordine del maresciallo Luca Giannini. Sono molto preoccupato anche per mia moglie che è terrorizzata».
La situazione è degenerata fin da quando tempo fa sono state raccolte 59 firme dai residenti affinché fosse chiuso un allevamento di galline e conigli che Dedoni aveva nel suo cortile; animali maltrattati e uccisi senza pietà, a martellate in testa i conigli, le galline sbattute contro il muro e messe agonizzanti nel baule dell’auto (scoperte dalla signora Luzi e per questo malmenata anche lei, un gatto tenuto in condizioni pietose, salvato da una signora (per questo punita con pallettoni sparati alla sua finestra) ma nuovamente riacciuffato. «Il vaso è colmo – ha dichiarato l’avvocato Patrizia Micai che difende sia Luzi che l’intera comunità di via Rambaldi - il Procuratore di Ferrara si è preso a cuore la situazione che, se affrontata nei tanti episodi singoli rischiava di essere affidata a un giudice di pace. Invece ora si procederà finalmente in modo decisivo poiché le testimonianze sono parecchie e tutte contro Carlo Dedoni e sua moglie Virginia Cerasi, visto che anche lei ha minacciato alcune persone; così speriamo di far tornare la pace in questa strada dove da oltre sei anni si vive all’insegna della paura di una famiglia ».
Margherita Goberti
«È pericoloso e non può vivere in una comunità», dichiara una residente . «Avevano detto che gli mettevano il braccialetto elettronico e invece è ancora senza - aggiunge un’altra - e infatti lo abbiamo visto girare fuori casa». «Di fronte a una situazione che ormai si trascina da almeno sei anni, bisognava intervenire prima – prosegue un altro vicino – o si aspetta il morto!? Perché ormai c’è da temere qualsiasi cosa se non si ricorre a rimedi drastico». «Lui sostiene di essere un perseguitato – aggiunge un residente – mentre invece è una persona che vuole fare quello che vuole e come vuole, senza rispetto nè verso di noi nè verso gli animali». «C’è stato anche un episodio piuttosto increscioso quando, rivolto a una signora dirimpettaia, si è calato i pantaloni, mostrandosi appositamente così sfacciatamente e senza ritegno».
I fatti accaduti a Luzi confermano uno stato di cose ormai intollerabile. «Giovedì verso le 18.30 sono uscito di casa – racconta – e stavo aprendo lo sportello della mia auto quando il mio vicino ha iniziato a insultarmi, ad augurarmi di avere il rigetto del rene che mi è stato trapiantato (sono anche senza una vertebra quindi un miracolato), offendendo anche mia madre e i miei famigliari; mi sono avvicinato e ha iniziato a colpirmi in viso, sulle braccia, stordendomi. In quel momento sono passati due giovani e vedendomi insanguinato mi hanno chiesto cosa potevano fare e io ho detto di chiamare i carabinieri di Porotto prontamente accorsi su ordine del maresciallo Luca Giannini. Sono molto preoccupato anche per mia moglie che è terrorizzata».
La situazione è degenerata fin da quando tempo fa sono state raccolte 59 firme dai residenti affinché fosse chiuso un allevamento di galline e conigli che Dedoni aveva nel suo cortile; animali maltrattati e uccisi senza pietà, a martellate in testa i conigli, le galline sbattute contro il muro e messe agonizzanti nel baule dell’auto (scoperte dalla signora Luzi e per questo malmenata anche lei, un gatto tenuto in condizioni pietose, salvato da una signora (per questo punita con pallettoni sparati alla sua finestra) ma nuovamente riacciuffato. «Il vaso è colmo – ha dichiarato l’avvocato Patrizia Micai che difende sia Luzi che l’intera comunità di via Rambaldi - il Procuratore di Ferrara si è preso a cuore la situazione che, se affrontata nei tanti episodi singoli rischiava di essere affidata a un giudice di pace. Invece ora si procederà finalmente in modo decisivo poiché le testimonianze sono parecchie e tutte contro Carlo Dedoni e sua moglie Virginia Cerasi, visto che anche lei ha minacciato alcune persone; così speriamo di far tornare la pace in questa strada dove da oltre sei anni si vive all’insegna della paura di una famiglia ».
Margherita Goberti
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